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IL FUTURO DELLA FIERA

Zootecnia internazionale: «Cremona sarà strategica»

Si lavora a pieno ritmo per l’edizione di novembre. Ecco gli obiettivi del direttore generale De Bellis

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

18 Giugno 2021 - 10:35

Zootecnia internazionale: «Cremona sarà strategica»

CREMONA - Sarà un punto cardine del ‘piano di ripresa e resilienza’ di CremonaFiere l’edizione 2021 - assolutamente confermata - delle Fiere Zootecniche Internazionali, per le quali è stato deciso un cambio di data (in anticipo di una settimana rispetto a quanto già stabilito) che le mette in programma da venerdì 26 a domenica 28 novembre.

«Si tratterà - ovviamente e come sempre - di una manifestazione a forte carattere internazionale», sottolinea il direttore generale di CremonaFiere, Massimo De Bellis. «Proprio le necessità legate ad un calendario internazionale particolarmente affollato (e ‘stravolto’ dalle riprogrammazioni post pandemia, ndr) hanno determinato questo spostamento; che peraltro riguarderà solo la prossima edizione, mentre nel 2022 torneremo alla collocazione tradizionale di fine ottobre. Di particolare rilievo anche la messa a punto di un format che si basa su alta specializzazione, componente internazionale, mostra zootecnica di grandissimo livello e asta bovina, anche queste forti di partecipazioni da parte di vari Paesi».

Dunque, dopo qualche anno di assenza torna il consolidato appuntamento con l’asta. Come torna la domenica che - lungi dallo svilire la valenza tecnica e specialistica dell’appuntamento - vuole però essere un esplicito riconoscimento della centralità del ruolo del consumatore e della sua necessità di un rapporto sempre più stretto, consapevole e correttamente informato sul lavoro del settore primario e della sua filiera nel suo concreto ed effettivo percorso ‘from farm to fork’.

«La domenica sarà dunque anche un prezioso momento di presentazione della filiera, di comunicazione ed informazione. Il momento nel quale si trasmette una ben precisa visione del comparto, con tutto quanto ne deriva in termini di occasioni di business, networking e vetrina di novità proiettate sugli scenari futuri. Ma anche il layout espositivo cambierà, anche per necessità di calendario interno e dunque di ottimizzazione degli spazi (a conferma del nostro sforzo davvero straordinario di rispettare tutti i programmi pure in un anno così difficile). Così, le vacche e gli allevatori saranno fisicamente al centro, nel padiglione 2 e non più nel 4».

Dal punto di vista dei contenuti, i temi al centro della vasta offerta convegnistica, seminariale e comunicativa saranno quelli relativi a sostenibilità, efficienza di processo, qualità delle produzioni, agricoltura e zootecnia di precisione.

«Stiamo già lavorando sulle delegazioni e la promozione internazionali (insieme ad Italian Trade Agency), e alcune - data la situazione epidemiologica - non potranno raggiungerci fisicamente. Quindi i diversi eventi e le modalità di partecipazione, compreso l’aspetto business che coinvolgerà le aziende, saranno anche online». Per una rassegna che guarda al futuro - del resto - non potrebbe essere diversamente.

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