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Cremona respira mal’aria, è tra le peggiori in Europa

Monitoraggio dell’Agenzia Europea dell’ambiente: è seconda per livelli di particolato sottile valutando la media tra le emissioni certificate dalle centraline nel 2019 e le stime 2020

Elisa Calamari

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17 Giugno 2021 - 06:30

Cremona respira mal’aria, è tra le peggiori in Europa

CREMONA - La città del Torrazzo è la seconda in Europa con i più alti livelli di inquinamento da particolato sottile, ovvero Pm 2.5. Una medaglia d’argento tutt’altro che confortante, quella che si evince da una media tra emissioni certificate dalle centraline Ue nel 2019 e stime 2020, emersa dalla consultazione del nuovo Visualizzatore della qualità dell’aria delle città europee varato dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea). Numeri che di fatto confermano quanto emerso da un precedente studio basato invece sulle Pm10, pubblicato all’inizio di quest’anno dalla rivista «The Lancet nella sezione Planetary Health»: in quel caso Cremona risultava fra le prime d’Europa (18esimo posto) per inquinamento da polveri sottili. Che il lockdown non avesse migliorato la qualità dell’aria cremonese, era inoltre emerso confrontando i dati sugli sforamenti registrati lo scorso anno dalle centraline Arpa di piazza Cadorna e via Fatebenefratelli: rispetto al 2019 hanno conteggiato in media 15 giornate in più di polveri oltre la soglia di legge, con un record di 108 microgrammi di Pm 10 il 16 gennaio 2020.
la classifica negativa

L’ultima graduatoria europea decreta la ‘maglia nera’ per Nowy Sacz (Polonia), al 323esimo posto per concentrazione di Pm 2.5. Subito dopo arriva appunto Cremona, al 322esimo posto; Slavonski Brod (Croazia) è invece al 321esimo e Vicenza al 320esimo. Sassari è la città italiana che si piazza meglio, al 14esimo posto. Secondo Catherine Ganzleben, dell’Agenzia europea dell’Ambiente, il lockdown «ha avuto un impatto significativo sul biossido di azoto causato dal traffico ma molto meno sulle Pm 2.5». Le aree con più alti livelli di inquinamento da particolato, sottolinea ancora l’esperta, si spiegano «con l’utilizzo del riscaldamento a carbone in Polonia e, per la Pianura Padana, con la concentrazione dell’industria e con il fatto che le Alpi fanno da cintura impedendo la dispersione degli inquinanti». Sebbene vi sia stato un netto miglioramento della situazione negli ultimi dieci anni, spiega una nota Eea, nel 2018 l’esposizione al particolato fine avrebbe causato circa 417 mila morti premature in 41 Paesi europei.

Analizzando i dati registrati da gennaio a ieri in città dalle centraline Arpa, emerge che le concentrazioni maggiori di particelle sospese Pm 2.5 sono state nel mese di gennaio (con picchi di 79 microgrammi per metro cubo d’aria il 20 e il 21); in febbraio la giornata peggiore è stata invece il 18 (74 microgrammi); in marzo il giorno di mal’aria è stato il 25 (53 microgrammi) mentre i valori sono rientrati in maggio e giugno. Negli ultimi giorni la qualità dell’aria è notevolmente migliorata: l’altro ieri in piazza Cadorna Pm 2.5 a quota 11 e in via Fatebenefratelli a quota 9. Il valore limite annuale è 25 microgrammi.

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