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CAPPELLA CANTONE

Ex discarica, il Tar si cautela e chiede lumi sulla viabilità

I magistrati bresciani vogliono chiarimenti dalla Provincia prima di decidere sul ricorso di Roncelli

Matteo Berselli

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redazioneweb@laprovinciacr.it

17 Giugno 2021 - 06:05

Ex discarica, il Tar si cautela e chiede lumi sulla viabilità

CAPPELLA CANTONE - Il Tar prende tempo. Non accoglie ma nemmeno rigetta il ricorso presentato da Roncelli Costruzioni e impone alla Provincia di Cremona di motivare in modo più articolato e approfondito il diniego emesso nei confronti della discarica di rifiuti speciali che l'azienda bergamasca vorrebbe realizzare a Cappella Cantone, a ridosso della Paullese (nella foto il tratto della ex statale Paullese compreso fra Oscasale e lo svincolo per S. Bassano all’altezza della strada che conduce all’area della ex cava).

In pratica i giudici amministrativi bresciani hanno sospeso il giudizio, disponendo a entrambe le parti di trasmettere entro trenta giorni nuova documentazione al fine di assumere una decisione definitiva sulla domanda cautelare inoltrata dall'imprenditore.

«Dalle difese svolte in giudizio da entrambe le parti - si legge nel provvedimento - non è dato comprendere se l’accesso alternativo ipotizzato dalla Provincia previsto nell’Accordo di programma del 2018 relativo al vicino crossodromo, sia effettivamente già esistente e concretamente utilizzabile - sia sotto il profilo giuridico che sotto quello tecnico - dalla parte ricorrente per l’esercizio dell’attività di discarica oggetto dell’istanza di autorizzazione, tenuto conto che la Provincia sembra affermarlo con decisione, ma con altrettanta decisione la parte ricorrente lo nega».

La Provincia di Cremona, in sostanza, deve chiarire se tale accesso (definito una ‘intersezione a livelli sfalsati’, di fatto una rotatoria) sia già stato realizzato, sia tuttora esistente e sia concretamente utilizzabile dai mezzi di proprietà di Roncelli per l’accesso all’area di proprietà dove verrebbe insediato il nuovo sito di discarica, illustrandone anche graficamente il percorso e lo sviluppo. Inoltre gli uffici di corso Vittorio Emanuele sono tenuti a precisare se, nel caso in cui l'azienda dovesse modificare la viabilità di servizio prevista nel progetto del nuovo sito di discarica, adeguandola alla soluzione alternativa ipotizzata dall’amministrazione nel diniego impugnato, sussistano ulteriori preclusioni, oggettivamente al rilascio dell’autorizzazione.

Il Tar ha imposto anche ai legali della società bergamasca di chiarire nel dettaglio le ragioni tecniche e giuridiche che, a loro dire, sarebbero oggettivamente ostative all’utilizzabilità della cosiddetta intersezione a livelli sfalsati, allegando eventualmente la documentazione grafica e fotografica ritenuta pertinente. Ogni valutazione in rito e nel merito verrà affrontata nella camera di consiglio in programma il 29 luglio. Le parti hanno dunque un mese (abbondante) di tempo per produrre la documentazione a suffragio delle rispettive tesi. Va ricordato, per dovere di cronaca, che la Provincia aveva già comunicato a gennaio un preavviso di diniego a Roncelli, indicando i limiti (viabilistici) del progetto e offrendo la possibilità di sanarli entro i termini stabiliti per legge; l’azienda ha ritenuto di non dover adempiere alle prescrizioni ricevute e un mese dopo il diniego è diventato definitivo. Da qui l’elaborazione del ricorso e la battaglia legale davanti al Tar che ora si appresta a entrare nel vivo.

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