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OMICIDIO DI SABRINA

«Pasini voleva avere rapporti sessuali»

La Procura chiede il rinvio a giudizio per l’amico accusato di averla uccisa e di averne bruciato il corpo

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

16 Giugno 2021 - 07:15

Il mistero di Sabrina, incarico ai Ris. E spunta l'ombra di una donna

Alessandro Pasini

CREMA - L’avrebbe portata di notte nell’appartamento della sua ex fidanzata, in via Porto Franco «per avere rapporti sessuali». Incassato il rifiuto, l’avrebbe uccisa «con modalità violente non meglio precisate». Per la Procura, le avances rifiutate sarebbero il movente dell’omicidio di Sabrina Beccalli, 39 anni, morta la notte di Ferragosto di un anno fa. Lo scrive il pm Lisa Saccaro nel primo capo di imputazione - omicidio volontario - contestato ad Alessandro Pasini, 46 anni, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è fissata per l’1 luglio prossimo.

Da dieci mesi detenuto in carcere (ora è nella casa circondariale di Monza), Pasini giura di non aver ammazzato l’amica. Ad ucciderla, secondo la sua verità, sarebbe stata una overdose dopo aver consumato cocaina insieme in piena notte. «Stavo dormendo, ho sentito un rumore in bagno, Sabrina era a terra. Spaventato ho caricato il corpo in auto». Alle cinque del mattino, una vicina di casa aveva sentito l’urlo di una donna. L’ultimo segno di vita di Sabrina, secondo il pm.

Nella campagna di Vergonzana Pasini ha poi appiccato il fuoco alla macchina con dentro il corpo senza vita dell’amica. Secondo l’accusa, lo avrebbe fatto per impedire che l’autopsia svelasse in che modo l’avrebbe ammazzata. Soffocata, colpita con un oggetto contundente, un’arma. Sono solo ipotesi. Ha appiccato il fuoco «per occultare le tracce dell’omicidio volontario», scrive il pm Saccaro nel secondo capo di imputazione di cui deve rispondere Pasini: distruzione di parte del cadavere. C’è, poi, il terzo capo di imputazione: Pasini ha cagionato un incendio, dal quale «deriva un pericolo per la pubblica incolumità».
Quarto ed ultimo capo di imputazione. La Procura gli contesta il crollo di costruzioni.

Secondo chi ha indagato, una volta rincasato nella casa di via Porto Franco, Pasini ha preso lo straccio, lavato ed eliminato le tracce di sangue, rilevate poi dal Ris sia all’interno dell’abitazione sia sul pianerottolo. Prima di andarsene, ha tagliato il tubo di conduzione del gas della caldaia «al fine — scrive il pm Saccaro — di occultare le tracce dell’omicidio». Per l’accusa, voleva far saltare per aria l’appartamento saturo di gas, «facendo derivare dal fatto un pericolo per la pubblica incolumità». Pasini l’ha spiegata così. L’appartamento era della sua ex fidanzata, Susanna Lipani. Si erano lasciati all’inizio di agosto, lei era in Sicilia. «Non volevo che scoprisse che c’ero andato con Sabrina». E le fai saltare per aria la casa? Un processo indiziario, certamente. La verità di Pasini non convince la Procura. Se Sabrina fosse morta per una overdose, non sarebbe stato logico chiamare il 118? E perché l’amico ha bruciato il cadavere nella Fiat Panda? Dopo il suo fermo, lui l’aveva giustificata con «il panico». Non regge, secondo l’accusa. L’avvocato Paolo Sperolini sta valutando se chiedere al gup il rito abbreviato.

Intanto, venerdì prossimo, alle 15.30 nella chiesa di San Bernardino si celebreranno i funerali di Sabrina. I resti rimasti arriveranno alle dieci dall’Istituto di Medicina Legale di Milano. Dopo dieci mesi, Sabrina avrà, finalmente, una sepoltura.

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