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PRESIDI SANITARI

Sempre meno medici: adesso è vero allarme

In un anno sono scesi da 525 a 475. Brunelli (Ats): «La colpa? Di tutti i governi»

Bibiana Sudati

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16 Giugno 2021 - 06:00

Sempre meno medici: adesso è vero allarme

CREMONA - La carenza cronica, l’emergenza sanitaria e ora le ferie estive. La medicina territoriale, stretta tra tre criticità, torna nuovamente al centro delle preoccupazioni della Sanità per l’emorragia gravissima di medici di medicina generale, specialisti della cronicità ai quali è demandato il ruolo principale di sentinelle della salute della popolazione. 

Una moria che non si riesce a stoppare: ogni giorno perdiamo qualcuno

La prima linea in provincia di Cremona si sta assottigliando sempre di più: se nel 2020 sul territorio di competenza di Ats Val Padana si contavano 525 camici bianchi, 65 dei quali incaricati temporanei, nel 2021 (dati aggiornati a giugno e quindi ad anno non ancora completo) sono 475 di cui 53 supplenti; in provincia di Cremona la situazione disegna la medesima curva verso il basso: in un anno i 235 medici di famiglia registrati nel 2020 (di cui 45 incaricati), sono diventati 214 (di cui 20 supplenti). «Una moria - la definisce senza mezzi termini il dottor Gianmario Brunelli, direttore del dipartimento di Cure Primarie di Ats Val Padana - che non si riesce a stoppare: ogni giorno perdiamo qualcuno. Sono più di trent’anni che mi occupo di questo problema e purtroppo, lo dico con chiarezza, la responsabilità è imputabile ad ogni Governo, di qualunque colore politico, si sia succeduto nel corso degli anni. Io di miracoli non ne faccio, sebbene abbiamo fatto presente la situazione a più livelli, cercando di trovare soluzioni e attivando ogni possibile deroga a norme rigide per rendere più appetibile questo ruolo. Ma non è ancora sufficiente».

Basta guardare alla «chiamata» lanciata qualche mese fa per cercare di coprire i 127 posti vacanti tra Cremona e Mantova, ambito di azione di Ats: «Abbiamo ricevuto 24 domande e solo sei hanno accettato l’incarico - racconta Brunelli -. A Cremona in particolare, i posti scoperti sono 62, dieci i candidati che si sono fatti avanti, ma solo 2 hanno detto sì. Il peggioramento è notevole perché oltre alla carenza cronica, ora mancano sostituti e le ferie estive, se non vengono risolte attraverso le forme associate, diventano un ulteriore problema che si somma ad un quadro molto grave».

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