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MOTTA BALUFFI

Lacrime e ricordi per l'ultimo saluto a «Joe»

Chiesa troppo piccola per contenere i presenti al funerale del pescatore 37enne

Davide Bazzani

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11 Giugno 2021 - 15:48

Lacrime e ricordi per l'ultimo saluto a «Joe»

Gabriele «Joe» Gaspari e il suo feretro nella chiesa di Motta Baluffi

MOTTA BALUFFI - «Nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di chi resta». Gli amici di Gabriele «Joe» Gaspari, conosciuto da tutti come Joele, hanno esposto questo striscione tra due alberi del vialetto di ingresso alla chiesa parrocchiale di Motta Baluffi, in occasione delle esequie del 37enne meccanico scomparso all’improvviso sabato scorso mentre pescava nella lanca di Gerole. A rendergli l’estremo saluto, questa mattina, sono arrivati in tanti. Non tutti sono riusciti a entrare in chiesa, molti hanno seguito la funzione stando all’esterno. 

«È un momento non facile, a iniziare dalla famiglia, da mamma Antonella, il fratello Diego, gli altri parenti», ha esordito nell’omelia il celebrante don Paolo Tonghini, affiancato sul presbiterio da don Luigi Carrai. «Non lo vedremo più nella sua fisicità, ma lo avremo presente nello spirito. Io non uso quasi mai la parola morte, ma Pasqua, passaggio — ha continuato il presbitero —. Perché di questo si tratta, di un passaggio dalla vita terrena alla vita eterna. Ci sono tanti giovani qui e a loro dico che la vita è un grande dono di Dio e va vissuta in pienezza. La sapienza per farlo ci arriva da Dio e serve per fare il bene degli altri: se viviamo così, viviamo bene. Tutti siamo chiamati ad amare: questo è lo scopo della nostra vita». Certo, ha continuato don Tonghini, «ci viene spontaneo, di fronte a fatti come questo, chiedere ‘Signore, dov’eri?’. È una domanda legittima ma il Signore sa accettare le nostre fatiche e sa dire ‘io ci sono, ci sono sempre’».

Don Paolo ha invitato tutti ad affiancare i congiunti di Joele in questo momento così complicato e a confortarli con l’affetto. La fede deve aiutare ad andare avanti. Al termine della funzione, il feretro è stato portato sul sagrato per la benedizione finale prima del trasferimento a Cremona per la cremazione. Una vicenda, quella di Gaspari, che ha suscitato una vasta commozione. «L’unica cosa che consola un poco è che Joe è mancato mentre stava facendo la cosa che forse più lo appassionava, la pesca».

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