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LA STORIA DI LORENZO BULLONI

"Dopo l'incidente sono rinato grazie allo sport"

A 18 anni l’incidente in moto e l’amputazione della gamba ora la Champions di calcio e l’università

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

05 Giugno 2021 - 06:29

"Dopo l'incidente sono rinato grazie allo sport"

CASALETTO CEREDANO - «Lo sport mi ha ridato una nuova vita. Dopo il tremendo trauma che ho avuto a soli 18 anni, pensavo che non avrei più potuto fare niente e invece mi è bastato ricominciare per ritrovare entusiasmo e voglia di vivere». Tre anni fa, Lorenzo Bulloni ha perso la gamba destra in un pauroso incidente stradale. All’epoca giocava nella Juniores Nazionale del Crema, con qualche convocazione anche in serie D. Era un ragazzo pieno di vita, come tanti della sua età, ma il destino si è accanito contro di lui. «Pochi mesi prima di riprendere l’attività sportiva ero in ospedale e non avevo nessuna voglia di ricominciare a fare sport. La botta che avevo ricevuto mi pesava. Qualche settimana dopo, però, attraverso Alessandro Cenicola, che è di Cremona e fa il portiere, sono stato contattato per fare parte della squadra del Vicenza. Nonostante il mio scarso entusiasmo, mi hanno proposto di andare almeno ad assistere ai loro allenamenti. Mi è bastato vederli all’opera due volte per apprezzare la forza che avevano questo ragazzi amputati come me o con malformazioni congenite. La loro grinta, la loro voglia di giocare mi ha entusiasmato e allora mi sono detto, perché non provarci?».

Da lì a entrare a far parte del gruppo è stato un attimo. «A gennaio 2020 ho iniziato ad allenarmi con il Vicenza. Da atleti di interesse nazionale, non ci siamo mai fermati, neanche durante la pandemia. In un anno e mezzo ho fatto passi da gigante. Sono cambiato tantissimo e dal punto di vista fisico è come se fossi rinato». L’impegno sportivo ha ridato a Lorenzo la

Sono cambiato tantissimo e dal punto di vista fisico è come se fossi rinato

voglia di vivere. «Noi ragazzi che abitiamo in Lombardia ci spostiamo insieme. Andiamo a Vicenza un paio di volte al mese, dal venerdì alla domenica, per allenarci. L’anno scorso giocavano a cinque, da quest’anno a sette. In Italia ci sono solo quattro squadre, ma esiste comunque un campionato di calcio amputati. Quest’anno il torneo si disputa a Roma, Fano e Genova. Le quattro squadre si riuniscono e si affrontano in due giorni. Il prossimo impegno è a fine mese». Il Vicenza, col quale gioca Lorenzo, lo scorso anno ha vinto il campionato e quest’anno ha partecipato alla Champions League, disputatasi in Turchia. «Per stare al passo coi miei compagni – afferma il 21enne di Casaletto Ceredano – devo allenarmi anche a casa. Giocare è faticoso e ci vuole tanto lavoro di preparazione. Il livello medio è molto alto». Nella Champions, il Vicenza si è classificato al terzo posto. «Ha vinto la formazione della Turchia – spiega Lorenzo – dove sono molto più avanti di noi. La loro esperienza insegna a guardare i calciatori amputati o con altre disabilità in modo diverso. Ho respirato una normalità che qui ancora non esiste. Là i calciatori amputati vengono considerati dei professionisti, il campionato è composto da 30 squadre».


Che il calcio faccia parte del ritorno alla vita di Lorenzo Bulloni è confermato anche dal fatto che il ragazzo non si limita a giocare. «Sono anche allenatore dello Sporting Chieve, formazione di Terza categoria. Abbiamo già ripreso ad allenarci e la prossima stagione puntiamo a vincere il campionato. Non vedo l’ora di incominciare. Inoltre, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Scienze motorie a Bergamo». Quando parla delle sue attività, dalla voce di Lorenzo traspare un entusiasmo contagioso. «Sapere di poter avere una vita sportiva, mi rasserena. Anche se devo continuare le visite di controllo. Presto dovrò sottopormi a due operazioni per rimuovere le placche in titanio dai polsi. Tra i miei tanti desideri, c’è quello di poter tornare al Voltini. Il Crema e la Pergolettese mi sono stati molto vicini dopo l’incidente e lo striscione che i tifosi gialloblù mi hanno dedicato nel derby mi è rimasto impresso. E’ stato un piacere immenso».  

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