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CORONAVIRUS. LA SCUOLA

«Salva Maturità»: le quinte stanno a casa

In città e a Casalmaggiore ultime lezioni in dad per non rischiare nuove quarantene. Ferrari (Aselli) controcorrente: «Corro il pericolo, ma i maturandi sono tutti in aula»

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

04 Giugno 2021 - 06:28

Scelta «salva Maturità»: le quinte stanno a casa per evitare il contagio

CREMONA - Parola d’ordine: salvare la maturità dal Covid. E così per precauzione in alcuni casi, in altri perché i casi di studenti positivi non si sono fermati e neppure le classi in quarantena, alcuni presidi della città hanno deciso di tenere in didattica a distanza le classi quinte.

«Le classi finali, da quando è stato possibile tornare in presenza, sono venute a scuola sempre per poter preparare come si deve l’esame — afferma Simona Piperno, preside dell’istituto Ghisleri —. Con l’inizio di giugno abbiamo deciso, in via del tutto precauzionale, di chiedere ai ragazzi di fare didattica distanza. Ci siamo raccomandati anche di tenere comportamenti cauti e di attenzione rispetto al virus. Mantenendo le classi quinte in dad dovremmo così evitare il caso di quarantene di classe durante il periodo dell’Esame di Stato. Se uno studente dovesse risultare positivo al virus si procederà o con un esame a distanza oppure con una sessione suppletiva. Trattandosi del solo colloquio la cosa è sicuramente più fattibile e gestibile, rispetto alla gestione di un’intera classe costretta a isolamento fiduciario».

Ed è stata proprio la cautela ad aver fatto decidere di lasciare in dad le quinte, anche all’istituto di studi superiori Stradivari: «Non c’è una norma che dica cosa fare, la decisione è stata presa come precauzione per evitare che all’Esame di Stato si sommi l’incognita Covid con la necessità di organizzare sessioni a distanza o straordinarie in caso di positività o di classi in quarantena — afferma il preside Daniele Pitturelli —. Io ho optato per tenere i ragazzi in dad con alcune eccezioni. È questo il caso dei ragazzi del musicale che devono fare lezione di strumento, ma in questo caso si tratta di lezioni perlopiù individuali. Ho chiesto ai ragazzi di stare attenti, di essere guardinghi, di non sentirsi già in vacanza per non rendere l’esame più complicato e non aggiungere incognita a incognita. Si tratta di una soluzione dettata dal buonsenso, non da una norma stringere. Ma da un anno a questa parte navighiamo tutti a vista e si opera, sempre e comunque, per il bene dei ragazzi».

La medesima decisione è stata presa al liceo Anguissola, come spiega il preside Flavio Arpini: «È stata una scelta condivisa con altri presidi, una precauzione in vista dell’Esame di Stato. Sono tornati in dad da oggi (ieri per chi legge ndr) e non tutti, in alcuni casi e per piccoli gruppi abbiamo mantenuto la presenza, ma con l’accortezza di mantenere stabili i gruppi».

Chi invece ha optato per una scelta differente è stato Alberto Ferrari del liceo Aselli: «Ci ho pensato a lungo e poi ho deciso che era giusto che le quinte rimanessero in presenza, chiudessero l’anno in aula, non solo per la preparazione all’esame ma perché tutti sappiamo cosa vogliono dire gli ultimi giorni di scuola per chi è in quinta, sono momenti di saluto e di grande complicità. Non mi sono sentito di togliere questa festa ai ragazzi. È un rischio lo so, ma ho voluto correrlo e con me anche i docenti delle singole classi».

Tutte le quinte del Romani di Casalmaggiore sono tornate in Dad. Avevano ripreso le lezioni in presenza dopo Pasqua e proseguito fino al primo giugno. In presenza proseguiranno le altre classi dell’istituto, mentre le quinte sono in Dad fino a martedì, ultimo giorno di scuola. Proprio ieri sono iniziati un po’ in tutte le scuole del territorio gli scrutini delle quinte. L’Esame di Stato prenderà il via il 16 giugno e consterà in un orale in cui lo studente dovrà preparare un argomento, dovrà parlare della propria esperienza di alternanza scuola e lavoro, un maxi colloquio in cui il candidato si giocherà il tutto per tutto. 

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