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IL GIOCO FOLLE

Sfida alle auto nel buio: «Già al lavoro sui social»

Ragazzi stesi sull’asfalto: pattuglie dei carabinieri a Dovera e caccia ai filmati in rete

Cristiano Mariani

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cmariani@laprovinciacr.it

04 Giugno 2021 - 06:28

Sfida alle auto nel buio: «Già al lavoro sui social»

DOVERA - Ragazzini stesi sull’asfalto, per sfidare nel buio le auto di passaggio e scansarsi solo all’ultimo istante. «C’è massima attenzione», assicurano dal comando provinciale dei carabinieri. Che tradotto dal linguaggio, per definizione prudente, di chi si occupa di sicurezza pubblica, significa pattuglie mobilitate. E non solo in divisa. Perché il fenomeno, portato alla luce dalle dichiarazioni del presidente dell’amministrazione provinciale nonché sindaco di Dovera Mirko Signoroni, crea più di un allarme. «Sulla strada di San Rocco e su quella di Barbuzzera — l’affermazione che lascia poco spazio ai dubbi — si sdraiano sulla carreggiata al buio...».

Insomma, una partita a scacchi con la sorte, che fa correre la memoria a quanto accaduto due anni fa in un altro comune della provincia, Castelverde. Dalla caserma Santa Lucia, quartier generale dei carabinieri cremonesi, garantiscono servizi notturni nella zona. Tenendo comunque a precisare che «di segnalazioni al 112 non ne sono arrivate».

In buona sostanza, chi si è trovato davanti la scena non ha composto il numero d’emergenza, ma il racconto del pericolo scampato è arrivato lo stesso sino all’ufficio di Signoroni, che non se n’è stato con le mani in mano. Allertati i carabinieri, nello specifico i militari della stazione di Pandino, competenti per territorio, si è messa in modo la macchina degli «accertamenti». Le strade scelte dai ragazzini, maschi ma pare pure coetanee, sono immerse nella campagna. E ciò permette agevolmente di sparire nella vegetazione, una volta sfidato il destino. Di qui la decisione degli investigatori di ricorrere pure a «personale non in divisa», per i servizi alle porte di Dovera. Il primo dei quali, peraltro, è già stato condotto, senza esito, l’altra notte.

Contemporaneamente, i carabinieri stanno monitorando i social network. L’esperienza insegna infatti, che simili comportamenti ad alto rischio, nella gran parte dei casi, vengono filmati con gli smartphone dai compagni di bravata. E rapidamente finiscono in rete. Per raccontare un coraggio, che in realtà è solo inconsapevolezza di quanto si sia veramente rischiato con un «gioco», che può trasformarsi in tragedia. Ogni volta.

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