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LE RIAPERTURE AL CHIUSO

Caffè e pinte al bancone e pasti finalmente al coperto

Il ritorno alla normalità è tracciato in attesa che cada anche l’ultimo simulacro della pandemia: il coprifuoco

La Provincia Redazione

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01 Giugno 2021 - 06:33

Caffè e pinte al bancone e pasti finalmente al coperto

CREMONA - Da oggi, tutti i ristoranti e i bar potranno aprire i battenti completamente, tornare a servire birre e caffè ai banconi e pranzi e cene ai tavoli nelle sale interne. Il ritorno alla normalità è tracciato, in attesa che cada anche l’ultimo simulacro della pandemia, il coprifuoco che ancora costringe il popolo della notte a rincasare anzitempo. Tra gli operatori cremonesi c’è molto entusiasmo: ieri gli ultimi ritocchi e le grandi pulizie per accogliere di nuovo i clienti.

A CREMONA

Si respira aria di speranza anche in via Buoso da Dovara, angolo via dei Carbonari, dove Simone e Diego Chiodelli, fratelli in affari con il loro locale «La Postumia Beer and Food», attendono la data del primo giugno da tempo. I Chiodelli sono tra i ristoratori più penalizzati, senza possibilità di estendere la loro attività all’esterno, sebbene siano riusciti a ricavare un piccolo plateatico da 15 coperti in un piccolo cortile. «Non molto, ma abbastanza per consentirci di aprire in queste settimane in attesa dell’opening vero e proprio: il nostro è un locale serale, in tempi normali lavoriamo dalle 18 alle 2 del mattino, tutte queste restrizioni ci hanno costretto a modificare la nostra natura, adattandoci alle regole - spiega Simone che per tutta la settimana continuerà ad assicurare l’apertura di mezzogiorno -. Nel cortiletto di proprietà che abbiamo sul fianco abbiamo allestito qualche tavolo per il pranzo, ma presto con il grande caldo non sarà una location adatta. E’ una sistemazione un po’ sacrificata ed avere la possibilità da oggi di tornare a servire al bancone e all’interno della nostra sala ci consentirà di recuperare un po’ della normalità perduta».


A CREMA

A Crema, la soddisfazione di Chicca Coroneo, titolare della trattoria Quin di via dei Racchetti: «Avremo più spazio a disposizione e devo dire che in queste prime settimane di ripartenza la città è tornata vivace anche se sono in parte cambiate le abitudini dei clienti e con il coprifuoco non è ancora possibile pensare a un doppio turno serale. Devo anche rimarcare che trovo Crema più bella e accogliente, grazie all’estensione dei plateatici. Molti colleghi hanno lavorato davvero bene, creando ambienti che si armonizzano con il contesto e valorizzano la città tutta».

A CASALMAGGIORE


«Finalmente si apre — sprizza soddisfazione da ogni poro Walter Juarez, titolare del ristorante argentino «El Barrio Bistrot e Braceria» che si affaccia sul Listone di Casalmaggiore —. Non potendo disporre di un adeguato spazio all’esterno abbiamo potuto solo effettuare servizio da asporto ma per la nostra tipologia di menù (carne e specialità argentine, ndr) non era facile lavorare. Tra l’altro, avevamo inaugurato il ristorante il 3 gennaio del 2020 e due mesi dopo eravamo stati costretti a chiudere. Un autentico incubo che ci ha penalizzato oltre ogni misura. Ora speriamo sia davvero la volta buona».

LA FIPE: "NUOVO STEP VERSO LA ZONA BIANCA"

Lo spera anche la Fipe Confcommercio, che stima che siano oltre 22 mila le imprese della ristorazione che, finalmente, potranno tornare a lavorare con un po’ di serenità. «Sia ben chiaro che non significa essere tornati alla piena normalità. La coda dell’emergenza economica, che nel 2020 a livello nazionale ha visto un crollo della spesa solo nella ristorazione per oltre 31 miliardi, sarà ancora lunga e non dobbiamo abbassare la guardia. Si tratta, semplicemente, di un primo passo in attesa della riconquista della zona bianca e della conseguente caduta anche del limite orario imposto dal coprifuoco. Ma occorre capire anche che l’onda lunga (anche a livello psicologico) della pandemia ci accompagnerà e ci condizionerà ancora nei prossimi mesi — dichiara Alessandro Lupi, presidente del gruppo provinciale della Federazione —. E’ una boccata d’ossigeno». Resta centrale il tema della sicurezza: «Affrontiamo questa nuova sfida – rilancia il vicepresidente Fipe Emiliano Bruno - con la massima serenità, consapevoli di investimenti importanti per migliorare ancora il servizio delle nostre imprese». Il presidente di Confcommercio, Andrea Badioni, conclude: «Con la ripresa della vita sociale delle nostre città, ci saranno ricadute positive, a cascata, su tutti i comparti del commercio e dei servizi». 

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