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IL CASO

Pomponesco, nasce il comitato per demolire la chiesa

Il sindaco: "Opera abusiva, nessuna autorizzazione edilizia". Il parroco: "La vera priorità è sistemare il campanile"

Andrea Setti

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asetti@laprovinciacr.it

26 Maggio 2021 - 18:25

Pomponesco, nasce il comitato per demolire la chiesa

POMPONESCO - Davanti a una tavola imbandita di salumi e luadel — la tipica sfoglia salata di Pomponesco — è nato il comitato per la demolizione della facciata della chiesa arcipretale dei Santi Sette Fratelli Martiri. Promotore è il sindaco Giuseppe Baruffaldi e con lui ieri in un ristorante della piazza erano presenti l’architetto Fabrizio Bo, il geologo Simone Lucchini, il tecnico comunale Mario Braga. E, del tutto a sorpresa, anche il parroco don Davide Barili che, pur confermando la contrarietà al progetto, non ha voluto sottrarsi al confronto. Dopo le scaramucce dei giorni scorsi, il vertice ha cercato di fare sintesi sulle proposte in discussione e sulle strade per arrivare a un compromesso onorevole.


«STUDIO APPROFONDITO»


«Abbiamo messo in cantiere uno studio approfondito sulla questione, soprattutto per dimostrare che la struttura realizzata nel 1920-21 e che copre il volto originario della chiesa in sé presenta grosse anomalie — spiega Baruffaldi — per quanto concerne la struttura portante: le crepe sono evidenti e i problemi di staticità altrettanto». Ma questo sarà solo il primo atto dell’operazione. «Sì, la demolizione dovrà essere seguita naturalmente dal ripristino della facciata originaria che dopo un secolo di oscurità vedrà finalmente la luce».


PARROCO CONTRARIO


Don Davide ha ascoltato per poi ribadire la propria contrarietà. Fra le argomentazioni entrate nella discussione anche il fatto che la popolazione non sarebbe dispiaciuta del mantenimento dell’attuale configurazione della piazza. Inoltre, per la parrocchia ci sarebbero altre priorità come la situazione del campanile che effettivamente necessita di un profondo intervento di recupero.


«OPERA ABUSIVA»


Il dibattito, seppure vivace e serrato, si è mantenuto su toni di massima correttezza e di rispetto delle posizioni altrui. Non sono mancate anche le battute come quella del primo cittadino che commentando la realizzazione della facciata ritenuta «posticcia» ha esclamato all’indirizzo del parroco di fronte a lui: «Un secolo fa la parrocchia ha effettuato un’opera abusiva. In Comune, infatti, non c’è traccia dell’autorizzazione necessaria per le opere edilizie — ha affermato il primo cittadino Baruffaldi — per cui dovrei intervenire per sanare quell’abuso e magari farlo demolire con le ruspe...».


FINALE FIRMATO GUARESCHI


Come si intuisce, la vicenda è ben lontana dal trovare un accomodamento e ci saranno tante altre puntate da seguire prima di arrivare a una soluzione. A questo punto bisognerebbe risuscitare Giovannino Guareschi che, forse lui solo, saprebbe scrivere il finale di una contesa che promette innumerevoli colpi di scena. Magari intorno a un desco ben apparecchiato. 

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