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CREMONA. LA STORIA

«La mia sfida alla pandemia: così sono ripartito da zero»

Il coraggio di Manfredi: ha lasciato un lavoro sicuro per aprire un negozio: «Ora sono orgoglioso»

Elisa Calamari

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26 Maggio 2021 - 09:23

«La mia sfida alla pandemia: così sono ripartito da zero»

Stefano Manfredi davanti al suo negozio

CREMONA - Un anno e mezzo fa ha deciso di cambiare vita, lasciando un lavoro sicuro che però gli impediva di trascorrere tempo con la famiglia. Una scelta coraggiosa che, con la pandemia e la crisi economica, si è trasformata in un azzardo con conseguenti preoccupazioni. Ma oggi Stefano Manfredi, 51 anni, è orgoglioso e soddisfatto: si è reinventato, ricominciando da zero, avviando un’attività imprenditoriale originale senza precedenti e sfidando anche il Covid. Perché il suo Japanology, punto vendita di oggetti artigianali giapponesi, è uno dei pochissimi nuovi negozi aperti in città nella primavera 2021. Fra tante saracinesche abbassate, la sua è appena stata alzata: al civico 6 di corso Vacchelli.

«Ero responsabile per la sicurezza alimentare di una importante azienda di ristorazione – spiega il cremonese –. Un buon lavoro, stabile, che mi portava spesso in giro per l’Italia e, dunque, lontano dai miei due bambini. Così a fine 2019 ho deciso di dare le dimissioni, con un preavviso di sei mesi che ero convinto mi sarebbe bastato per trovare un altro impiego nello stesso settore ma con meno viaggi e impegni. Ma ahimé, a decisione irrevocabilmente presa, mi sono ritrovato in piena pandemia, con il settore della ristorazione messo ko dalle chiusure e le opportunità azzerate. Inutile descrivere la difficoltà pratica e la fatica emotiva della ricerca di una occupazione in un momento così delicato. L’età e l’eccesso di esperienza, poi, hanno anche giocato a mio sfavore. Ho fatto qualche lavoretto per dare supporto al budget famigliare, ma non nascondo che ci sono stati momenti di sconforto».

Manfredi però non si è mai arreso, ha avuto la forza di reagire e di sfruttare competenza e passione, miscelate in un mix che si rivelato vincente: «Ad un certo punto ho interrotto la ricerca del lavoro per iniziare a costruirmelo, partendo dalla consapevolezza che per fare bene qualcosa, quel qualcosa lo devi sentire come tuo. E così, andando controcorrente, in una città sofferente a causa della pandemia, ho aperto il mio negozio. Che è frutto di un grande amore per il Giappone e l’Oriente maturato tramite viaggi e approfondimenti culturali».

Japanology è nato in uno spazio sfitto da più di due anni e che un tempo ospitava un laboratorio di riparazione telefoni cellulari. Per mesi Manfredi lo ha arredato e sistemato in prima persona. E a metà marzo lo ha finalmente inaugurato.

«Vendo oggetti giapponesi autentici e artigianali che costantemente ricerco e seleziono nella terra del Sol Levante – spiega –, anche tramite piattaforme europee di importazione che rispettano ogni norma sull’etichettatura. Molti mi danno del pazzo, altri mi stringono la mano. Io tutti i giorni apro il negozio, pulisco l’ambiente, riordino gli oggetti ed aspetto i clienti con la consapevolezza di vendere loro qualcosa di unico e di regalare passione e un pezzo di vita, visto che quel mondo è sempre stato al centro dei miei interessi. Ho anche avviato l’e-commerce sul sito web www.japanology.it e l’omonima pagina Facebook, sperando di farmi conoscere anche fuori provincia».

Inevitabile chiedergli se si sia o meno pentito di avere lasciato l’ex lavoro. Stefano impiega meno di un secondo a rispondere: «No. E sa perché? Perché anche stamattina ho potuto accompagnare mio figlio a scuola».

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