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LA VISITA DI MATTARELLA

Il Cavaliere Arvedi: umili e uniti per il futuro in una giornata luminosa

«Grazie di essere qui con noi, nel triste e rispettoso ricordo di chi purtroppo non è più e per un messaggio di speranza e rinascita rivolto a coloro per cui la vita continua»

25 Maggio 2021 - 06:42

Il Cavaliere: umili e uniti per il futuro in una giornata luminosa

Il cavaliere Giovanni Arvedi

di Giovanni Arvedi

Presidente Fondazione Arvedi Buschini

Benvenuto Presidente Mattarella e grazie di essere qui con noi, nel triste e rispettoso ricordo di chi purtroppo non è più e per un messaggio di speranza e rinascita rivolto a coloro per cui la vita continua. È un grazie, ne sono certo, che viene dall’animo di tutti noi, dalla sensibilità di chi riflette e apprezza il Suo impegno costante e prezioso, quale grande servitore dello Stato, per dare al nostro Paese e a chi lo vive la dignità, il rispetto e diritti intangibili.

In questo giorno luminoso per la nostra comunità è stato chiesto di esprimere, seppur breve e modesto, il mio ringraziamento. È stata per me una grande gioia avere lavorato per il recupero del Monastero di Santa Monica e lo sarà altrettanto lavorare per la riconversione (spero che i permessi arrivino presto) della Caserma Manfredini in un campus universitario integrato, non solo praticamente ma soprattutto culturalmente. So di non avere le competenze; ma il pensiero corre alle Università della nostra città, ad una didattica multidisciplinare internazionale in lingua inglese ed a lauree magistrali che, in accordo con il Ministero degli Esteri, consentano che i nostri laureati diventino gli ambasciatori nel mondo dei nostri prodotti. Non desidero dimenticare l’importanza di una Business School Unit con laurea in marketing/psicologia del consumatore ed un settore dedicato alla formazione di operatori della comunicazione.

Un impegno, un premio alla cultura, ai valori spirituali, alla ricerca, allo sviluppo, alla capacità creativa dell’Uomo che hai i talenti di rendere visibile il suo bisogno di andare oltre ciò che vede, quasi una finestra aperta verso una verità che va oltre il quotidiano. La creatività nasce dallo spirito, non dalla logica, altrimenti creerebbe qualche cosa che esiste già; il rispetto delle leggi della natura, la scienza, la logica aiutano e ci confortano nelle decisioni del nostro operare correttamente. Siamo di fronte alla grande sfida della transizione ecologica: questa si vince solo se ispirati da profondi valori etici e sostenuti dalla ricerca scientifica e dalla competenza tecnologica. Ed in tale contesto mi auguro che un mio desiderio si possa realizzare: in un mondo sempre più esigente di molteplicità di competenze e di transdisciplinarità, unire in un intelligente coordinamento di programmi e di obiettivi la cultura umanistica della Università Cattolica e quella tecnico-scientifica del Politecnico di Milano, verso i valori universali della Chiesa e la salvaguardia del Creato. Obiettivo è cercare di avvicinare i giovani allo studio ed alla Università, dando loro credito, fiducia e qualità per un domani migliore, frutto del loro impegno e dei loro sacrifici. Ora, impegniamoci noi per dare ai nostri studenti un format attraente, programmi intelligenti, una buona accomodation, ragionevoli benefit ma anche l’esempio che il successo non si acquisisce con il rango o le ricchezze, ma con le virtù ed il sacrifico. Non posso trattenermi dall’esprimere un pensiero appassionato alla nostra realtà per auspicare una città unita nella consapevolezza della centralità dei valori dello spirito, di quelli della cultura, a misura d’uomo e nel rispetto funzionale degli sviluppi tecnologici.

La nostra città ha una gloriosa storia, tradizione, cultura, esempi di arti uniche, istituzioni, associazioni, fondazioni, musei, università. Teatri, scuole specifiche, liutai che nel settore della musica sono un esempio mondiale. Senza dimenticare l’agroalimentare ed il turismo. Coordiniamo le nostre attività, uniamo le nostre forze per un unico obiettivo e pensiamo che andare a Milano in 45 minuti può diventare una priorità. È stato un onore per noi, caro Signor Presidente Professor Mattarella, essere stati da Lei riconosciuti; nel nostro piccolo con umiltà cercheremo di ringraziarLa con il nostro impegno operativo al meglio delle nostre possibilità. Amiamo il nostro lavoro, il nostro Paese, il nostro Presidente e la nostra città; nostro Dio e Signore, la potentissima nostra Patrona ci proteggano sempre. Con rispetto e gratitudine.

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