Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

SONCINO

La rocca sforzesca nel palmo di una mano

Miniaturizzata l’intera fortezza, fin nel più piccolo dettaglio, e presto la consegneranno nelle mani del sindaco Gabriele Gallina

Andrea Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

21 Maggio 2021 - 17:50

La rocca sforzesca nel palmo di una mano

SONCINO - Si può tenere la rocca sforzesca nel palmo di una mano? Non è un interrogativo tratto dal blockbuster LadyHawke, e la magia non c’entra, ma una domanda che si sono posti i ricercatori digitali di Flyworks, di Castevisconti, guardando il castello di piazzale Ferrari. La risposta comunque, per i più curiosi, è «sì» e infatti lo si è già fatto. Genesio Tatta, Roberto Rosa e Luca Marazzi hanno per l’appunto miniaturizzato l’intera fortezza, fin nel più piccolo dettaglio, e presto la consegneranno nelle mani del sindaco Gabriele Gallina. E non solo: con lo stesso processo, tramite droni e software hi-tech, hanno già ricostruito anche il castello di Padernello. L’obiettivo è semplice: «Vogliamo portare nel territorio una tecnologia al servizio del turismo, del commercio e della cultura. Rendiamo il mondo della visita locale un settore a chilometro zero». 

Vogliamo portare nel territorio una tecnologia al servizio del turismo, del commercio e della cultura. Rendiamo il mondo della visita locale un settore a chilometro zero

Oggi i castelli, domani le chiese e i musei. Tutto identico, fin nella più piccola sbavatura, e tascabile. Fantascienza? No, accade già grazie ai ricercatori di Flyworks.

«Si tratta – spiega Tatta – di un progetto legato al mondo del drone che punta a ricreare il mondo reale in tutte le sue forme in tre dimensioni grazie a una tecnologia 4.0 chiamata aerofotogrammetria». Trappola per tencofili? Spese immense? Il contrario: «Non lo stiamo facendo per guadagnarci ma per far sapere alla gente che esiste questa tecnologia e che si possono salvare così le realtà locali, vale a dire conoscendo meglio le condizioni delle strutture antiche e facendo nel contempo pubblicità alle attrazioni turistiche. Oggi, d’altronde, molte famiglie hanno già la stampante 3D, che ormai costa circa 300 euro, e possono ricrearsi da casa un paese intero. I diritti del monumento potrebbero andare al Comune che, per due o tre euro, potrebbe venderne la pianta come souvenir ai turisti».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400