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Nell’aiuola il bee-hotel: ecco «l’oasi delle api»

Realizzata dal Soroptimist Club Cremona nei giardini pubblici di piazza Roma

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

21 Maggio 2021 - 09:54

Nell’aiuola il bee-hotel: ecco «l’oasi delle api»

CREMONA - Si celebrano il 20 maggio di ogni anno, ma dovrebbero essere festeggiate tutti i giorni. Perché sono essenziali per la riproduzione delle piante, perché se loro scompaiono, scompare anche il cibo, perché ci danno segnali sulla salute dell’ambiente, perché rendono più bello il mondo. Ci sono mille motivi per amare e, soprattutto, salvare le api e, con esse, il pianeta. Da ieri, all’ombra del Torrazzo le api hanno la loro oasi. Un angolo di verde con le piantine che aspettano di essere impollinate: dalla festuca tenuifolia alla salvia nemorosa in tre diverse qualità con fioriture di colori diversi, dall’erigeron, una margheritina che fa un cuscino generoso, all’achillea millefoglie, al leucanthemum. E, poi, il bee-hotel sugli alberi: l’albergo anche per altri insetti impollinatori, fondamentali, come le api, per la biodiversità. L’ oasi delle api - ritagliata in un’aiuola dei giardini pubblici, in piazza Roma — è stata realizzata dal Soroptimist Club Cremona con il patrocinio del Comune e la collaborazione di Cremona Urban Bees e l’Associazione Città Rurale.

Alle 11, l’inaugurazione con la distribuzione di semi per far crescere le piantine amiche delle api. Perché «le api e gli altri insetti impollinatori giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi —ha detto Monica Poli, presidente del Soroptimist Club Cremona —. Si ritiene che le api siano responsabili di circa il 70% dell’impollinazione delle specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo e, quindi, mantengono l’equilibrio degli ecosistemi, preservando la biodiversità». Quindi, «se questi preziosi insetti sparissero, le conseguenze sulla produzione alimentare sarebbero devastanti. Il valore di questo servizio, offerto gratuitamente dalle api di tutto il mondo, è stato stimato in circa 265 miliardi di euro all’anno. Difendere le api è nel nostro interesse, anche da un punto di vista economico. Negli ultimi anni, la popolazione di api e di altri insetti impollinatori ha subito un calo».

Più dell’80% delle coltivazioni destinate a nutrire l’uomo conta sul lavoro che questi insetti ci offrono gratuitamente

La presidente Poli dà un dato: «Secondo la Fao, 71 delle 100 colture più importanti al mondo si riproducono grazie all’impollinazione. Più dell’80% delle coltivazioni destinate a nutrire l’uomo conta sul lavoro che questi insetti ci offrono gratuitamente. Se il numero di api continua a diminuire, molto presto non potremo più godere di alimenti come i frutti di bosco, le pesche, le castagne, le mele, le mandorle, ma anche le zucchine, i pomodori e tantissimi altri ortaggi. Lo stesso vale anche per i prodotti caseari. Ecco perché sostenere l’allevamento delle api è fondamentale per la nostra sicurezza alimentare, per difendere il nostro futuro e quello del pianeta».


Per Rodolfo Bona, l’assessore al Verde all’oasi con Mara Pesaro, la dirigente che ha seguito il progetto Soroptimist, «queste iniziative sono importantissime, soprattutto quando vengono realizzate in un contesto come questo, un giardino storico, frequentato dai turisti e dai cittadini. Oggi lo affittiamo alle api. Una piccola rivoluzione culturale, un tassello in più all’interno della politica del verde. Ci vuole pazienza, perseveranza, bisogna crederci, ma, insieme, potremo raggiungere l’obiettivo di creare una nuova cultura della natura e del verde». Luca Daconto di Cremona Urban Bees, si è detto «molto felice dell’iniziativa. La nostra associazione si occupa di api, gestisce tre apiari in città. L’oasi potrebbe diventare un pascolo per le nostre api localizzate nell’ex convento del Corpus Domini».

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