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Anello del Futuro: autostrada a emissioni zero

Il 'papà' del progetto è il cremonese Franco Bettoni. A novembre il primo test di tre mezzi speciali

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

19 Maggio 2021 - 06:40

Anello del Futuro: autostrada a emissioni zero

CREMONA - L’Arena del Futuro sarà pronta a novembre, quando sull’anello di asfalto di 1.050 metri situato in un’area privata dell’autostrada A35, la BreBeMi, nelle vicinanze dell’uscita Chiari Ovest, cominceranno a viaggiare tre mezzi speciali che stanno venendo attrezzati in questi giorni. Si tratta di una Fiat 500, una Jeep Renegade e un autobus Iveco con motore elettrico le cui batterie si ricaricheranno mentre il mezzo sarà in marcia sfruttando l’induzione generata da spirali inserite nell’asfalto. E la prima autostrada italiana a emissioni zero che ricarica i veicoli elettrici mentre la percorrono potrebbe essere una realtà nel 2023. E una realtà molto vicina a noi dal momento che si tratta della Brebemi, l’autostrada A35 che, sebbene fuori dalla nostra provincia, coinvolge ben 42 comuni cremonesi nella mappa a suo tempo tracciata per delineare e definire una «regione turistica autostradale» connessa all’opera. E alla cui guida c’è un cremonese come Franco Bettoni.


Nato e cresciuto nel mondo agricolo, Bettoni ha messo i suoi talenti prima al servizio di Confagricoltura (presidente a Brescia e in Lombardia) e poi, come presidente, della Camera di Commercio di Brescia. Laureato in Scienze sociali, con specializzazione in Sociologia rurale, Bettoni, 72 anni, è alla guida della società che ha costruito e gestisce la A35 dal 1999. «Se la

Vogliamo contribuire a ridurre il più possibile le emissioni di CO2

sperimentazione, come credo, funzionerà, la ricarica dei veicolo ad induzione potrà diventare un modello di sviluppo industriale nel 2022 e nel 2023 la Brebemi sarà la prima autostrada ad economia circolare. Due sono le motivazioni sottostanti a questo progetto. Da una parte vogliamo contribuire a ridurre il più possibile le emissioni di CO2. La nostra autostrada corre lungo l’asse del bacino padano, il più inquinato d’Europa e vogliamo trasformare un problema in un’opportunità con un sistema in cui il trasporto delle merci può avvenire su camion ad emissioni zero. Per questo l’energia che verrà trasferita ai veicoli arriverà da parchi fotovoltaici che sorgeranno nei pressi dell’autostrada». La seconda motivazione è rappresentata dalle ricadute enormi di questo laboratorio tecnologico di altissimo livello in termini di crescita, sviluppo e competitività della nostra economia. In 18/24 mesi saremo in grado di partire promuovendo questo sistema su tutto il territorio nazionale in porti, aeroporti, autostrade, parcheggi».

Sono due, infatti, le modalità di ricarica ad induzione — senza contatto — che saranno sperimentate all’Arena del Futuro: quella dinamica e quella statica. La prima è realizzata praticando dei tagli nell’asfalto di 80 per 20 centimetri, inserendo delle bobine e ricoprendole nuovamente con il bitume. E la sperimentazione comprende anche il test di asfalti speciali, durevoli e

Per gestire in automatico la transazione i veicoli saranno dotati anche di un Obu, una specie di Telepass

che non alteri l’efficacia dell’induzione. La seconda, invece, funziona con una speciale mattonella su cui si parcheggia l’auto o il mezzo da ricaricare. In entrambi i casi occorrono veicoli predisposti con una speciale piattaforma che recepisce l’induzione. Il pieno di energia elettrica sarà, ovviamente, a pagamento. Per gestire in automatico la transazione i veicoli saranno dotati anche di un Obu, una specie di Telepass. Inoltre il progetto prevede l’uso di connettività avanzata mediante tecnologie 5G e IoT (Internet of Things) per garantire la massima sicurezza stradale e ottimizzare la produttività dei veicoli commerciali. «Pensiamo — spiega Bettoni — a messaggi che attraverso la rete mobile informino gli utenti di eventuali emergenze o diano informazioni sul traffico. Questa tecnologia è prodromica alla guida autonoma che non è nel nostro attuale progetto, ma potrà esserne lo sviluppo in futuro». L’autostrada che ricarica i veicoli è già stata sperimentata in Svezia con un tratto di 4 chilometri sull’isola di Gotland e in Germania. Il progetto italiano per lo sviluppo di un innovativo sistema di mobilità delle persone e delle merci a zero emissioni lungo corridoi di trasporto autostradali, oltre all'autostrada A35 Brebemi-Aleatica, coinvolge ABB, Electreon, Fiamm Energy Technology, Iveco, Iveco Bus, Mapei, Pizzarotti, Politecnico di Milano, Prysmian, Stellantis, Tim, Università Roma Tre e Università di Parma.

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