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CORONAVIRUS: I PRESIDI SANITARI

Terapia intensiva sarà potenziata. Avrà 20 postazioni

Al via una riqualificazione da 4 milioni di euro e letti più che raddoppiati

Bibiana Sudati

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redazioneweb@laprovinciacr.it

19 Maggio 2021 - 06:43

Terapia intensiva sarà potenziata. Avrà 20 postazioni

CREMONA - Rivoluzione al settimo piano dell’ospedale Maggiore di Cremona, dove il reparto di Terapia intensiva sarà oggetto di un intervento di riqualificazione e ammodernamento da oltre 4 milioni di euro. I posti letto da 8 diventeranno 14 effettivi, con una capacità modulare che consentirà di avere disponibili fino a 20 postazioni (comprese le due previste per pazienti in isolamento). L’area interessata dall’intervento sarà il corpo C della struttura ospedaliera, in pratica la corsia che si trova di fronte all’ingresso dell’attuale Rianimazione, destinata ad essere trasferita nei nuovi spazi non appena i lavori saranno terminati, lasciando così libero lo storico braccio dove sarà creata ex novo una unità di sub intensiva da 20 posti. In questo modo, tutto il settimo piano, per 160 metri di lunghezza, ospiterà un’unica grande area dedicata alla degenza di cura elevata.

«Il progetto è sicuramente figlio dell’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che stiamo ancora fronteggiando — spiega il

I fondi per realizzarlo sono stati stanziati mesi fa dal Commissario Straordinario Arcuri proprio per potenziare le Terapie Intensive, al centro di una gravissima pressione

primario Enrico Storti, che dirige un’equipe di 26 professionisti — prima di tutto perché i fondi per realizzarlo sono stati stanziati mesi fa dal Commissario Straordinario Arcuri proprio per potenziare le Terapie Intensive, al centro di una gravissima pressione, molte delle quali concepite con vecchi schemi e non secondo le logiche di un’emergenza come quella scatenata dal Covid».
Emergenza che ha insegnato molto, a caro prezzo: «La logistica è fondamentale, soprattutto in una Rianimazione — sottolinea Storti, tra i medici che hanno condotto alla diagnosi del paziente Zero di Codogno — ma deve essere considerata uno strumento di aiuto nel lavoro e non un elemento di ostacolo al quale ci si deve piegare, come è avvenuto in questo mesi. La logica del progetto e anche del futuro ospedale sarà questa: la logistica sarà al servizio delle necessità organizzative. L’obiettivo è la massima resa anche del personale: sappiamo che trovare anestesisti è difficilissimo, per formali servono 10 anni, almeno due anni servono invece per specializzare e rendere autonomo un infermiere. Avere tutte le forze a disposizioni in un’unica area dove oltre all’Intensiva è presente la sub Intensiva, significa non disperdere forze e riuscire ad organizzarle meglio».

Un intervento necessario in attesa della costruzione della futura struttura ospedaliera che però vedrà la luce solo tra qualche anno: per questo non si può attendere ma soprattutto non si possono perdere finanziamenti che sono hic et nunc. Entrando nello specifico, il progetto, come si legge nel decreto del direttore generale Giuseppe Rossi che ha dato l’ok al progetto di fattibilità tecnica e economica, prevede «un intervento radicale di ristrutturazione completa nel corpo C, attualmente destinato ad ambulatori, studi medici, servizi, per l’inserimento della nuova funzione di Terapia Intensiva e una riqualificazione più leggera nel corpo denominato «satellite», che invece sarà destinato a un’area relax e uno spazio open space con postazioni di lavoro per i medici. Le due aree, servizi e degenza, saranno separate dai locali per il controllo sanitario: nello specifico si prevedono un filtro Air-lock, i locali per la vestizione e svestizione, il filtro del personale con l’area per il cambio degli zoccoli».
Parola d’ordine: modularità.

«Il reparto sarà concepito per rispondere con velocità e flessibilità ad eventuali pressioni, riuscendo ad arrivare fino a 20 postazioni - spiega Storti -. Nel periodo più difficile della pandemia i posti di rianimazioni sono stati ricreati adattando e occupando la Chirurgia, unico reparto insieme alle sale operatorie che per caratteristiche poteva essere riconvertito. Si trattava di numeri incredibili che speriamo non si verifichino più, ma con questo intervento l’idea è di ampliare spazi e potenzialità. Attualmente i posti effettivi sono 8, si arriverà a 14, con due completamente isolati, poi si potrà incrementare. Tra i letti ci sarà più distanza e l’adeguamento non sarà solo strutturale, ma coinvolgerà anche l’aspetto informatico e di digitalizzazione».
Una grande opera di ammodernamento che di fatto è già iniziata con lo sgombero del blocco C, mentre ad agosto sono attesi i primi interventi con gli operai. Tempi di consegna: rapidi, tra gli otto e i dieci mesi. In attesa del nuovo ospedale.

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