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CREMA

Municipio in lutto, addio a Maurizio Redondi

Ex dirigente e punto di riferimento, è scomparso questa mattina all'età di 66 anni

Antonio Guerini

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aguerini@laprovinciacr.it

17 Maggio 2021 - 10:11

Municipio in lutto, addio a Maurizio Redondi

Maurizio Redondi aveva 66 anni

CREMA - Maurizio Redondi, ex dirigente del Comune di Crema e punto di riferimento per amministratori e cittadini, è scomparso questa mattina all'età di 66 anni. Era in pensione  da tre anni, ma il legame con il 'suo' Comune non si era mai

Per me sei e resterai sempre il Comune di Crema. Ogni problema arrivava sulla tua scrivania. E tu lo risolvevi

spezzato: "Era importante quanto un sindaco", il commento raccolto a caldo negli uffici di piazza Duomo. Il consigliere regionale del Pd e già assessore a Crema, Matteo Piloni, lo ricorda così: "Per me sei e resterai sempre il Comune di Crema. Ogni problema arrivava sulla tua scrivania. E tu lo risolvevi. Se Crema è una città bella, lo si deve anche e soprattutto a te e al tuo lavoro, quotidiano e silenzioso, lontano dai riflettori. La nostra città e il nostro territorio ti devono molto. Noi ti dobbiamo molto. Io ti devo molto. Perché ogni esperienza che si fa e che si vive è legata alle persone che si incontrano. Siamo fortunati, noi amministratori, ad averti avuto. Siamo fortunati, noi cremaschi, ad averti avuto”.

Commosso il ricordo postato sul suo profilo Facebook dal sindaco Stefania Bonaldi: "Oggi è arrivata la notizia che non avremmo mai voluto ricevere, ci ha lasciati Maurizio Redondi, vicesegretario e dirigente del nostro Comune fino alla pensione,

Con Maurizio ogni retorica viene spazzata via perché lui buono lo era realmente, in modo profondo e spiazzante. Unico. Mai una parola fuori luogo, mai un comportamento sopra le righe, mai lo sguardo rivolto altrove, mai un comportamento di comodo, mai una sottrazione alle proprie responsabilità

a metà 2018. Dire "colonna portante" del Comune è persino riduttivo, Maurizio si è realmente identificato con il nostro Ente, ne ha vissute gioie e dolori, fatiche, vittorie e sconfitte, servendo con una dedizione infinita il bene comune, a disposizione di ogni Amministrazione che in questi decenni si e' susseguita. Spesso, quando le persone vengono a mancare, con un poco di retorica si ricorda "quanto erano buone". Con Maurizio ogni retorica viene spazzata via perché lui buono lo era realmente, in modo profondo e spiazzante. Unico. Mai una parola fuori luogo, mai un comportamento sopra le righe, mai lo sguardo rivolto altrove, mai un comportamento di comodo, mai una sottrazione alle proprie responsabilità, e talora anche a quelle altrui.
Se consegnavi un problema a Maurizio, diventava il suo problema, se un collaboratore, o anche un altro ufficio, mancava di attendere ad un certo adempimento, Maurizio non ne faceva mai un conflitto, ma se lo caricava sulle spalle. Ogni tanto glielo facevamo anche notare, ma era più forte di lui: piuttosto che mettere in difficoltà o in imbarazzo un collega o un collaboratore, il fascicolo rimaneva sulla sua scrivania e una soluzione lui la trovava sempre. La sua auto era parcheggiata in via Forte fino alle ore più impensabili, sabato mattina incluso. Al telefono ti rispondeva giorno e notte, lo stesso alle mail. Per le ferie, dovevi obbligarlo e si prendeva una settimana l'anno o poco più. Ci ha regalato mesi di ferie, prima del suo pensionamento, per garantire il più possibile tutti i passaggi di consegne. Ma sempre senza spocchia, senza ritenersi il primo, senza fare pesare alcunché. Per Maurizio l' 《effetto restituzione》 che ci saremmo augurati era che potesse vivere in buona salute almeno fino a cento anni, per gioire della vita, compensare il suo farsi carico affannato di ogni questione lavorativa, godere delle piccole cose, quello che spesso non facciamo perché "verrà un tempo". E non è vero che c'è un tempo per ogni cosa, quel tempo bisogna prenderselo quando c'è. Credo di potere interpretare il pensiero di ogni sua e suo collega, di ogni amministratore ed amministratrice di questo Comune, di ogni sindaco col quale Maurizio Redondi ha lavorato esprimendo lo sgomento e il dolore profondo per la sua prematura scomparsa. Lo ricordiamo così, nel giorno del suo saluto, quando con un abbraccio reale, affettuoso e riconoscente gli avevamo augurato "buona vita", quanto ci fa male quell'augurio, ora, quanto ci fa male questa notizia Ciao, Maurizio, vola leggero e GRAZIE".

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