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FINANZIAMENTO BOCCIATO

Stop al vaccino italiano, Cremona resta al palo?

Pan tranquillizza i 40 volontari cremonesi che hanno ricevuto Reithera: "Verranno seguiti per i due anni previsti"

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16 Maggio 2021 - 09:15

Stop al vaccino italiano, Cremona resta al palo?

CREMONA - Il vaccino italiano ReiThera è a rischio perché la Corte dei Conti ha deciso di non registrare il decreto per la produzione del farmaco anti-Covid che la Biotech di Castel Romano (Lazio) sta sperimentando in collaborazione con 27 centri italiani, tra i quali anche il reparto di Malattie Infettive di Asst Cremona. Una doccia fredda che arriva in un momento delicato: superata la Fase Due, con l’inoculazione delle due dosi a 900 volontari, di cui 40 cremonesi, ci si stava avviando nella terza fase, ovvero quella finale con l’obiettivo di avere pronto il vaccino made in Italy in autunno. Ma ora, in base alla decisione della Corte dei Conti, ReiThera non potrà ricevere i 50 milioni promessi a gennaio da Invitalia attraverso un contratto che prevedeva un investimento globale pubblico-privato da 81 milioni di euro, con 49 milioni di agevolazioni pubbliche (41,2 milioni a fondo perduto e 7,8 milioni di finanziamento agevolato) e con l’acquisizione da parte di Invitalia del 30% di ReiThera. La conseguenza: senza finanziamenti, l’attività scientifica avrà grandi difficoltà ad andare avanti. E ora ci si chiede cosa accadrà. E soprattutto quali saranno le conseguenze per le persone che hanno accettato di ricevere il farmaco e attualmente si trovano sotto vigilanza sanitaria.


«Abbiamo appreso come tutti questa notizia dai media – afferma il dottor Angelo Pan, primario di Malattie Infettive e guida della sperimentazione a livello locale –. Settimana prossima contatteremo i referenti dell’azienda e cercheremo di capire cosa accadrà e quale sarà l’impatto sulla nostra attività. Ma mi sento di dire, per tranquillizzare i volontari vaccinati con Reithera, che il protocollo va avanti e che naturalmente verranno seguiti per i due anni previsti dalle linee guida dello studio».
Nessuno sarà abbandonato. Ma la preoccupazione esiste. Anche perché la decisione della Corte dei Conti è arrivata inaspettata a gelare un percorso bene avviato, che stava regalando il sogno di avere un vaccino tutto italiano tra l’altro molto promettente: a bassa tossicità e dai lievissimi effetti collaterali, era considerato cruciale per la programmazione vaccinale dell’autunno, quando con molta probabilità occorrerà avviare una nuova copertura anti-Covid per la popolazione. Da parte dell’azienda nessuna dichiarazione, si attende di conoscere nel dettaglio le motivazioni della Corte che sanno depositate entro 30 giorni. E anche Cremona aspetta.

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