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CROTTA D'ADDA

Incendio in cascina, strage di galline ovaiole

Il rogo si è sviluppato molto probabilmente per un cortocircuito all'impianto fotovoltaico

Luca Ugaglia

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redazione@laprovinciacr.it

08 Maggio 2021 - 16:07

Incendio in cascina, strage di galline ovaiole

Un'immagine aerea dell'incendio

CROTTA D'ADDA - Fuoco, fumo, l’odore acre del pollame arso vivo, danni ingenti e paura. Tanta. È stato un sabato nerissimo e da dimenticare per l’azienda agricola Padana, in località Zerbi, teatro di un violento incendio che ha distrutto i capannoni e ucciso le migliaia di galline ovaiole che ospitavano. Una vera e propria strage di pennuti. Nessuna persona, invece, per fortuna, è rimasta ferita. Tutto comincia intorno alle 15, quando i proprietari, la famiglia di Emilio Nicoletti, si accorgono delle fiamme che stanno divorando il tetto di uno degli edifici e lanciano subito l’allarme al 115.

Nel giro di pochi minuti, dal comando provinciale di via Nazario Sauro raggiungono la cascina tre equipaggi con autopompa, autoscala e autobotte e cominciano a domare il rogo. Sul posto convergono anche due pattuglie dei carabinieri di Pizzighettone guidati dal maresciallo Leonardo Ferri per compiere i rilievi di legge, garantire la sicurezza ed evitare che raggiungano la zona i curiosi. Quelli che dalla Codognese, notando il fumo nero, rallentano e svoltano all’incrocio di Crotta per fermarsi e immortalare col telefonino una scena che di spettacolare non ha proprio nulla. Le cause del rogo sono in corso di accertamento, ma da quanto si è riusciti ad apprendere, con ogni probabilità ad innescarlo sarebbe stato un cortocircuito all’impianto fotovoltaico. I vigili del fuoco hanno lavorato sodo per ore fino a quando sono riusciti a domare le fiamme compiendo anche un’accurata verifica sulla copertura per escludere eventuali altri focolai. Ha raggiunto l’azienda anche il vice sindaco Andrea Castelvecchio, nella sua qualità di assessore all’Urbanistica e di responsabile dell’ufficio Tecnico. Dopo la paura e l’amarezza, comincia la conta dei danni.

FOTO AEREA: ANTONELLO SOZZI

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