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LA STORIA

Gaetano: "Io, salvato dagli angeli in camice"

Dalle canzoni sul balcone in lockdown alla diagnosi di tumore: Paolini ha vinto la sfida

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

08 Maggio 2021 - 08:40

Gaetano: "Io, salvato dagli angeli in camice"

Gaetano Paolini

CREMONA - Nel marzo 2020, nel pieno del primo lockdown, mentre Cremona stava vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia, Gaetano Paolini, operaio e cantante talentuoso, cercava di mettere un pizzico di bellezza e di serenità nelle giornate di tutti, cantando dal balcone di casa sua. Improvvisava piccoli concerti, con una cassa e un impianto stereo per arrivare a più persone possibili. Tutti nel quartiere si affacciavano per ascoltarlo. L’appuntamento — più o meno un pomeriggio a settimana — era diventato di quelli imperdibili. La Provincia aveva raccontato la sua storia: come uno squarcio di sereno fra le molte notizie terribili di quel periodo. Ma la vita, si sa, è imprevedibile. E a Gaetano ha giocato un brutto scherzo.

«Ho sempre affrontato tutto con il sorriso e con le mie canzoni — racconta Gaetano —. Quei primi mesi del 2020 li abbiamo

Sono stato ricoverato due mesi, anche perché sono andato in setticemia e un giorno pensavano non ce l’avrei fatta a superare la crisi

trascorsi così. Cercando di portare un po’ di allegria in chi ci stava intorno, aspettando passasse il peggio. Solo che il peggio per me è arrivato molto dopo. Io ho una patologia cronica che ogni tanto mi procura stanchezza. Quindi l’estate scorsa, anche se non mi sentivo molto bene, all’inizio non ci ho fatto troppo caso. Però poi ho iniziato ad avere spesso la febbre e un giorno, al lavoro, sono svenuto. Mi hanno fatto accertamenti e hanno scoperto che avevo un tumore al sistema linfatico. Avevo linfomi sparsi ovunque e l’emoglobina a zero. Era ottobre. Il Covid stava riprendendo forza e io sono stato ricoverato all’Ospedale Maggiore in Medicina interna. Era uno dei pochi reparti Covid free. Sono stato ricoverato due mesi, anche perché sono andato in setticemia e un giorno pensavano non ce l’avrei fatta a superare la crisi. Invece, eccomi qui: guarito».


Interviene papà Vincenzo: «Ci tenevamo a raccontarvi la sua storia perché è bene che le persone sappiano che nel nostro ospedale si sono presi sempre cura di chi stava male e aveva bisogno di cure che non c’entrassero con il Covid. Ho sentito di tante persone che avevano paura di rivolgersi al nostro ospedale, ma sono stati fantastici. Io non potevo vederlo, ma andavo tutti i giorni. Portavo qualcosa, biancheria pulita, qualsiasi cosa potesse servirgli e in qualche rara occasione me lo hanno fatto vedere a distanza dietro un vetro del corridoio. Abbiamo avuto tanta paura per lui, ma grazie a Dio e alle cure strepitose dei medici del Maggiore, ora possiamo festeggiare. Gaetano presto tornerà anche a cantare».

«Anche io volevo ringraziare di cuore tutti i medici e gli infermieri che si sono presi cura di me nei due mesi di ricovero e per il periodo della chemioterapia successiva — conclude Gaetano —. Nonostante il grande lavoro, lo stress a cui sono sottoposti ininterrottamente da quasi due anni, hanno sempre dimostrato una professionalità ineccepibile, ma soprattutto una incredibile umanità nei miei confronti. Sono una persona sempre positiva, che cerca di trasmettere la sua positività agli altri e anche in questo caso vorrei che arrivasse il messaggio che non bisogna aver paura di affidarsi alle cure dei nostri medici. Il nostro è un ospedale Covid, ma anche molto altro. Ho passato momenti difficili. Avevo paura di non farcela: non ero preoccupato per me, ma per la mia famiglia. Ho sempre e solo pensato di cercare di tenere tranquilli loro. Non vederli per due mesi, se non con qualche videochiamata, è stata dura. Ma sono stato fortunato e me ne rendo conto. Ho fatto solo 6 chemio e grazie anche alle indicazioni di una nutrizionista oncologica, non ho perso neanche i capelli. Ho fatto tutti i controlli, la pet è negativa e io sono clinicamente guarito. Il sorriso non l’ho mai perso». E ora ritroverà anche la sua musica.

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