Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

SOSPIRO

La storia. «Sono rinata dopo la grande paura»

Antonietta, 67 anni, colpita da ictus il 29 dicembre. Le cure in Neurologia, poi la riabilitazione in Fondazione

Email:

redazione@laprovinciacr.it

07 Maggio 2021 - 08:42

La storia. «Sono rinata dopo la grande paura»

Antonietta Marsella con la fisioterapista di Fondazione Sospiro Mirella Ceriali

SOSPIRO - Dalla paura di restare invalida e seriamente menomata nei movimenti e nei gesti più semplici della vita quotidiana, alla gioia di tornare indipendente e autonoma. Antonietta Marsella, dopo essere stata colpita da un ictus, ora è tornata a una vita piena e normale. Una rinascita, quella della sospirese di 67 anni, resa possibile grazie alla grande professionalità dei medici e degli infermieri del reparto di Neurologia dell’ospedale di Cremona e del reparto di riabilitazione di Fondazione Sospiro. Per Antonietta sono stati mesi lunghi, all’insegna dello sconforto, ma grazie a questi angeli con il camice bianco, ha ritrovato il sorriso e la voglia di vivere.
Tutto è iniziato la mattina del 29 dicembre scorso. Marsella, che abita in via Donatori del Sangue a Sospiro, in una casa

Tutto è iniziato la mattina del 29 dicembre scorso: Appena mi sono alzata dalla sedia – racconta Antonietta– mi sono accasciata a terra, priva di sensi

indipendente, si è alzata e si è seduta al tavolo per fare colazione. Accanto a lei il marito Gianluigi. «Appena mi sono alzata dalla sedia – racconta – mi sono accasciata a terra, priva di sensi». Fortunatamente il coniuge era accanto a lei e ha immediatamente capito la gravità della situazione. Ha subito chiamato il numero unico di emergenza e in pochissimo tempo sono arrivati i medici a bordo di un’ambulanza. Dopo averla soccorsa, è stata caricata sul mezzo e a sirene spiegate è stata portata in ospedale a Cremona. Una situazione gravissima, tanto che i medici hanno sottoposto la donna ad un delicato intervento. «A distanza di giorni mi hanno detto che si era staccata una placca dalla carotide. Insomma avevo avuto un ictus e non sapevano ancora quanto avrei potuto recuperare. Ero forse destinata a rimettermi in piedi, ma comunque con il supporto di un girello. Non posso far altro che ringraziare il reparto di Neurologia che, nonostante l’emergenza legata al Covid, mi ha curata in modo tempestivo, senza perdere neppure un secondo. Mi hanno operata subito e mi hanno salvato la vita». Nel frattempo il marito ha atteso a casa, senza la possibilità di vederla. «Al termine dell’intervento – spiega – i medici mi hanno chiamato subito e mi hanno spiegato la situazione. Sono sempre stati molti gentili».
Dopo 15 giorni di degenza in ospedale, Antonietta è stata trasferita nel reparto di riabilitazione di Fondazione Sospiro. Per la prima volta si è trovata dall’altra parte: solitamente infatti nel ruolo di volontaria accompagnava i degenti alla messa o quando ancora si svolgeva il pellegrinaggio a Lourdes in treno seguiva gli ammalati. Adesso era lei ad avere bisogno di aiuto e

Non posso che essere riconoscente nei confronti di tutti quelli che mi hanno curata. Grazie a loro sono riuscita a rimettermi in piedi ed ora cammino da sola, senza bisogno di aiuti

sostegno. «Non posso che essere riconoscente nei confronti di tutti quelli che mi hanno curata. Grazie a loro sono riuscita a rimettermi in piedi ed ora cammino da sola, senza bisogno di aiuti». Antonietta racconta di come la parte sinistra del corpo, quella colpita, le facesse perdere l’equilibrio, spingendola verso terra. Poi l’incontro con la fisioterapista Mirella Ceriali. «Una figura che porterò sempre nel cuore, che mi ha scosso e motivato. La prima volta che l’ho incontrata mi ha detto ‘Tornerai a camminare da sola’. Parole pronunciate con una convinzione tale che giorno dopo giorno ho iniziato a crederci anche io. Mi ha sostenuto e aiutato moralmente». Nella memoria dei due coniugi è ancora vivo il loro primo incontro dopo mesi, seppur da lontano: lei affacciata alla finestra del reparto sorretta da due operatrici, lui sul marciapiede dove, per vederla meglio, aveva portato un binocolo. Dopo mesi di lavoro e di riabilitazione Antonietta, il sabato di Pasqua è tornata a casa, con le sue gambe. «Ricordo ancora quando ho mosso i primi passi da sola. La fisioterapista Mirella mi aveva messa davanti ad uno specchio e io sono partita senza sostegni». Una donna dalla fede incrollabile e una gran camminatrice (ogni giorno con il marito percorreva una decina di chilometri). In quei giorni oltre a sentire la vicinanza dei familiari e dei conoscenti, ha trovato grande conforto anche nelle parole di don Federico Celini, don Giacomo Ghidoni e del presidente della fondazione Giovanni Scotti.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400