Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA: NODI VIABILITA'

«Punti luce carenti in città, troppe le strade a rischio»

Il report di Tomasoni: «Mancano circa trenta pali in una ventina di zone della città. Non è tollerabile»

05 Maggio 2021 - 09:37

«Punti luce carenti in città, troppe le strade a rischio»

CREMONA - Occhi di nuovo puntati sull’illuminazione pubblica. O meglio: su una serie di carenze che determinerebbero una sostanziale riduzione dei lumen, l’unità di misura dei flussi luminosi che irradiano le strade della città. La questione è presto detta: in questo momento ci sarebbe una carenza di poco meno di trenta punti luce in una ventina di zone della città (in alcuni tratti mancherebbero più pali della luce).
La segnalazione è arrivata nelle scorse ore da Matteo Tomasoni, già presidente del comitato del quartiere Po e da sempre molto attento - anche per le sue esperienze professionali - alle questioni legate all’illuminazione pubblica nonché alla gestione delle installazioni che possono innalzare gli standard di sicurezza come, ad esempio, dossi e dissuasori. «L’amministrazione comunale è legata alla francese Citelum da una convenzione stipulata con la Consip il 30 marzo 2017 per la durata di nove

 Vorrei segnalare ai cittadini e ai nostri amministratori - spiega Tomasoni - un certo numero di situazioni di degrado e di pericolosità legate alla pubblica illuminazione

anni. Vorrei segnalare ai cittadini e ai nostri amministratori - spiega Tomasoni - un certo numero di situazioni di degrado e di pericolosità legate alla pubblica illuminazione. Al momento - prosegue Tomasoni - mancano, da mesi, i pali dell’illuminazione nei seguenti tratti: via Castelleone, nei pressi dell’Ipercoop; viale Cambonino-via Panfilo Nuvolone; via Casella (civici 5-9); viale Concordia- via Scotti; via dè Berenzani; via del Brolo; via Eridano; via del Giordano - via del Sale; via del Giordano - via degli Argini; via Nazario Sauro (uscita Boschetto); via Persico (tratto verso la città); rondò Persico-Zaist; via Seminario (fronte Itis); via Sesto (Minareto), via Enrico Toti 24 - 26, via Zaist (zona ex Ravara); piazzale Zelioli Lanzini; largo Moreni (lato sorbetteria) e via del Giordano (di fronte all’oratorio). In largo Moreni - precisa Tomasoni - mancano punto luce e lampeggianti dell’attraversamento ciclo-pedonale. In via del Giordano manca un punto luce dell’attraversamento pedonale».
Fatto l’elenco dei punti nei quali bisognerebbe intervenire, Tomasoni trae una serie di conclusioni destinate a far riflettere.
«Le regole impongono, dal punto di vista illuminotecnico, di mantenere in sicurezza la viabilità per pedoni e categorie più deboli ed esposte nonché per il traffico veicolare. Buona parte del disagio parte da lontano, risale alla fine del 2017. Vorrei in particolare indicare i punti più critici come la mancanza di illuminazione sui passaggi ciclopedonali, la situazione negli incroci di via Giordano- via del Sale, quella alle rotatorie Zaist/Persico - Zaist/Mantova e nei portici di porta Po. Vorrei, infine, chiedere ai nostri amministratori e alla ditta che da loro ha avuto in appalto la gestione dell'illuminazione pubblica se tutto ciò è normale e tollerabile. Tra l’altro - prosegue Tomasoni - in via del Giordano/via del Sale è rimasto un palo incidentato dall’autunno scorso e buona parte della via e dell’incrocio sono al buio. Tra largo Moreni e via Portinari del Po a gennaio scorso hanno abbattuto il palo (lato Sorbetteria) con il lampione che illumina passaggio ciclopedonale e due lampeggianti. Segnalo, inoltre, che

Non è la prima volta che l’assetto e la gestione dell’illuminazione pubblica finisce al centro di segnalazioni e polemiche

l’accensione dell’illuminazione pubblica avviene in anticipo di circa un’ora rispetto al crepuscolo in viale Po (largo Moreni - Morbasco), al parco al Po (anello ciclabile), in via Fulcheria, in via Bissolati (via del Vasto - Sant’Omobono) e in via Massarotti (piazza Cadorna - via Trebbia)», conclude Tomasoni. Non è la prima volta che l’assetto e la gestione dell’illuminazione pubblica finisce al centro di segnalazioni e polemiche. Va detto, peraltro, che a Cremona, come in molte altre città italiane, è avvenuto il passaggio dalle tradizionali lampadine a incandescenza a quelle a led. Una delle porzioni della città dove il nuovo assetto dell’illuminazione pubblica è stato criticato dai residenti è stato il quartiere Po. Lì il Comune ha predisposto una serie di interventi per potenziare la rete, dopo decine di segnalazioni e una raccolta firme.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400