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CORONAVIRUS: LA PREGHIERA

Cremona, Napolioni: «Liberaci dalla pandemia»

In Sant’Abbondio il vescovo invoca Maria richiamando le indicazioni di Papa Francesco

04 Maggio 2021 - 07:19

Cremona, Napolioni: «Liberaci dalla pandemia»

Il vescovo Napolioni a Sant'Abbondio

CREMONA - L’anno scorso il vescovo Antonio Napolioni si era recato a pregare e a celebrare la messa il lunedì di Pasqua – senza presenza di fedeli – nel santuario lauretano di Sant’Abbondio. Anche quest’anno non è stato possibile ripristinare la tradizionale processione cittadina alla Madonna nera. Tuttavia ieri sera, in Sant’Abbondio, con i sacerdoti e i fedeli della parrocchia e il sindaco Gianluca Galimberti, il vescovo ha voluto inaugurare il mese mariano con la recita del rosario e la preghiera nella Santa Casa che riproduce quella di Loreto. Breve la riflessione proposta da monsignor Napolioni, a partire da due domande: «Per chi abbiamo pregato stasera? Chi abbiamo pregato?». Il presule ha ricordato che Papa Francesco ha domandato di pregare quotidianamente, nel mese di maggio, per la liberazione dalla pandemia e ha proposto anche un’Ave Maria al giorno per la popolazione del Myanmar (Birmania) perché cessi la repressione dei diritti fondamentali delle persone. Due richieste nelle quali si congiungono «la natura e la storia che noi, creature umane, abbiamo in amministrazione». Ma a queste intenzioni si aggiungono quelle per le quali ciascuno ha pregato: le famiglie, i malati e coloro che li curano, i responsabili della comunità, chi ha bisogno di riconciliarsi con se stesso e in famiglia, i senza lavoro... E si potrebbe continuare all’infinito fino a comprendere le nostre distrazioni. «Sì perché, tranne don Giuseppe (Soldi, il parroco emerito, ndr) e qualche suora, chi di noi non si distrae ogni tanto quando recita il rosario? Ma anche le nostre distrazioni vengono raccolte...». Alla seconda domanda il vescovo ha risposto che in realtà a pregare quando si recita l’Ave Maria è la Madonna stessa. I fedeli ripetono le parole del saluto angelico, e quelle della tradizione della Chiesa e chiedono alla Vergine: «Prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte». E questo perché «noi non sappiamo pregare, il nostro è un balbettio di bambini in braccio alla Madre ed è bello che sia così». La Madonna ci dice di non temere, perché il Signore ha in serbo anche per noi la pienezza della vita. Pregare così non è ‘mercato’. Lasciamo a Dio di farci le sue sorprese». Monsignor Napolioni ha raccolto le intenzioni di tutti «per la città e con la città, per le famiglie e con le famiglie», perché l’incontro con Gesù apporti «serenità, confidenza in Dio e non paura, libertà interiore e non schiavitù del mondo». Prima della benedizione finale, accompagnato dal parroco don Andrea Foglia, si è recato in santuario per la recita della supplica a Maria «nostra speranza», composta da monsignor Fiorino Tagliaferri.

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