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CASTELVERDE

Marito cacciato di casa, dai carabinieri cibo e denaro

Dopo la lite con la moglie, il 59enne ha vagato in auto senza meta fino a Marzalengo

04 Maggio 2021

Marito cacciato di casa, sfamato dai carabinieri

CASTELVERDE - Senza cibo e denaro, i carabinieri aiutano un 59enne residente a Monza che da una settimana era stato allontanato da casa dalla moglie e viveva in auto. E’ stato un vero e proprio atto di solidarietà e grande umanità quello messo in campo dai carabinieri della stazione di Castelverde.
Tutto è iniziato come un normale controllo da parte delle forze dell’ordine, alle 2 di notte. Una macchina posteggiata nel parcheggio del cimitero di Marzalengo ormai da qualche giorno aveva attirato l’attenzione e così i militari hanno effettuato un sopralluogo. Non appena arrivati si sono trovati di fronte ad una persona che, senza nascondersi, ha raccontato loro la sua storia. Dopo un litigio coniugale, ha preso le chiavi della sua auto, i suoi effetti personali e su invito della moglie ha lasciato la loro casa. Ha vagato senza meta, sino ad approdare nel piccolo camposanto in fregio alla via Bergamo, dopo aver finito il

Sono senza denaro e cibo, non riesco a far rifornimento alla macchina. Vivono in questa situazione da una settimana, da quando mia moglie mi ha allontanato da casa

carburante che aveva nel serbatoio della macchina. «Sono senza denaro e cibo, non riesco a far rifornimento alla macchina. Vivono in questa situazione da una settimana, da quando mia moglie mi ha allontanato da casa». Una storia, quella a cui si sono trovati davanti i militari che non poteva passare inosservata. Dopo essersi assicurati la veridicità del racconto, i carabinieri si sono presi cura del 59enne. Gli hanno portato cibo e bevande calde e gli hanno donato del denaro per poter fare carburante alla sua automobile.
Una situazione estrema che Gianluigi Lussana, presidente dell’associazione Noi per Brescia che da oltre 20 anni è vicino ai genitori separati ha spiegato che «ogni città ha le proprie situazioni di disagio. La maggior parte delle persone che si separano non ha la capacità di potersi comprare una casa o di vivere un affitto. C’è chi ha perso il lavoro e chi fatica ad arrivare a fine mese. Ce ne accorgiamo con la consegna dei pacchi alimentari: oltre alla famiglie, abbiamo singoli genitori che vengono a chiedere il nostro aiuto. I papà e i mariti sono generalmente i più penalizzati, anche se la situazione per le mamme non è diverso: ci sono donne che fanno doppi lavori per poter mantenere i propri figli. In questo anno di pandemia è sicuramente aumentata la richiesta di separazioni e questo ha innescato nuove povertà. La figura dei nonni è sempre stata vitale: con le loro pensioni o i risparmi hanno sempre aiutato nel limite del possibile i nipoti. Ma la pandemia ha provocato molti decessi e anche questa rete di sostegno si è indebolita».

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