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CREMA. IL DELITTO DI SABRINA

Non c’è la causa della morte. Ipotesi indagine suppletiva

Nella perizia sui resti della 39enne bruciata nell’auto conferme ma anche il riscontro di un trauma alla mandibola

Antonio Guerini

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aguerini@laprovinciacr.it

01 Maggio 2021 - 10:38

Non c’è la causa della morte. Ipotesi indagine suppletiva

Sabrina Beccalli e la sua Fiat Panda data alle fiamme

CREMA (1 maggio 2021) - Diverse conferme, una novità che potrebbe portare alla necessità di poter arrivare ad ulteriori approfondimenti, ovvero a indagini suppletive in quello che ancora è il «giallo di Sabrina», la donna morta il giorno di Ferragosto dello scorso anno. I suoi resti (e c’è la conferma che siano proprio i suoi) erano stati trovati nella Fiat Panda data alle fiamme nella campagna di Vergonzana.
È quanto contenuto nelle 120 pagine della consulenza tecnica effettuata dal medico legale Cristina Cattaneo, dall’antropologa Debora Mazzarelli e dall’esperto tossicologo Domenico di Candia, ordinata dal sostituto procuratore Lia Saccaro.
La novità è rappresentata dal ritrovamento sui resti della donna di alcune sostanze chimiche che potrebbero essere state originate dalla combustione o - ed è l’ipotesi che potrebbe richiedere ulteriori indagini - da altri fattori. Sostanze infatti compatibili ad esempio con quanto «prodotto» da un colpo d’arma da fuoco. Ipotesi, è bene sottolinearlo. Saranno, nell’eventualità, i carabinieri del reparto Ris che già avevano compiuto diversi sopralluoghi e acquisito materiale, a stabilirlo.
Va aggiunto che nella consulenza tecnica non viene fatta — ed è utile chiarirlo subito — la ricostruzione precisa della dinamica che ha portato alla morte di Sabrina.
Il capitolo delle conferme alle indiscrezioni che già erano trapelate, si apre con quella che potrebbe sembrare una ovvietà: le ossa trovate nell’abitacolo della Panda data alle fiamme da Alessandro Pasini, il 45enne in carcere a Monza con l’accusa di aver ucciso l’amica, sono suoi.
Altra conferma. La donna aveva assunto cocaina alcune ore prima del decesso e - è stato stabilito - assumeva antidepressivi. Quanta droga avesse assunto non è stato accertato. Fattore, questo, di una certa rilevanza, in quanto Alessandro Pasini ha sempre sostenuto di non aver ucciso l’amica, ma che era stata un’overdose a stroncarla.
Infine il trauma «meccanico» riscontrato sulla mandibola e l’area mascellare destra. Non è stato possibile stabilire se risalga a prima o dopo la morte della donna. Potrebbe essere stato procurato da un colpo inferto volontariamente da una persona, come il risultato della caduta in bagno (ed è la versione di Pasini) o essere la conseguenza del trasporto del corpo fin dentro l’abitacolo della Fiat Panda.
L’ipotesi investigativa che nell’agosto scorso aveva fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo era stata di un delitto, innescato da una avance sessuale respinta. Pasini era stato tradito da una telecamera, che l’aveva ripreso al volante della Panda di Sabrina il pomeriggio di Ferragosto.

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