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PRIMO MAGGIO

Lavoro, persi 9mila posti: la crisi colpisce soprattutto le donne

In provincia tasso di occupazione totale passa dal 70,5% del 2019 al 67,3% del 2020

Elisa Calamari

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01 Maggio 2021 - 07:02

Lavoro, persi 9mila posti: la crisi colpisce soprattutto le donne

CREMONA (1° maggio 2021) - In un anno in provincia gli occupati sono passati da 154 mila a 145 mila, con circa novemila persone in cerca di lavoro. Di queste, quattromila sono donne e infatti il tasso di disoccupazione femminile a Cremona è salito al 7% con un +0,9% in dodici mesi. In Lombardia ad avere un dato peggiore è solo Sondrio, con disoccupazione femminile al 7,3%, mentre il resto della regione registra flessioni meno significative.


Mai come quest’anno, in occasione del Primo maggio, i numeri vanno letti anche e soprattutto in chiave sociale. Perché il lavoro, nella terra dove il Covid ha fatto più paura, è a sua volta vittima. Lo sottolinea Dino Perboni, segretario generale Cisl: «Teniamo presente che nella prima ondata della pandemia Cremona è stata molto colpita, decisamente di più rispetto ad altre province lombarde. Va da sé che molte famiglie, probabilmente, sono state maggiormente portate ad astenersi dal lavoro per prendersi cura dei propri cari». E a farlo, in molti casi, sono state le mogli, le madri, le figlie. Secondo Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, sei donne su dieci a causa dell’emergenza sanitaria hanno subito una riorganizzazione strutturale prolungata della propria attività lavorativa. Fra queste, il 32% in termini di smart working, il 19% ha subito o richiesto riduzioni dell’orario lavorativo, il 16% ha beneficiato di cassa integrazione, il 10% è passata al part-time e per il 14% è scattata la cessazione del rapporto lavorativo.


Proprio alle donne, ma non solo, si rivolge in occasione del Primo maggio anche l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Melania Rizzoli: «Regione Lombardia ha deciso, in questi ultimi mesi, di approvare nuove politiche capaci di sostenere la ripresa occupazionale dei nostri territori. Incentiviamo le assunzioni dei disoccupati che si riqualificano tramite le politiche regionali con incentivi che variano da un minimo di cinquemila euro fino ad un massimo di diecimila, con un’attenzione particolare al mondo femminile. Abbiamo pensato anche alla fascia più giovane della nostra popolazione con una nuova e specifica misura di contrasto alla dispersione scolastica e formativa. Un’emergenza che rischia di diventare travolgente e che vogliamo, invece, prevenire. Tutti i ragazzi che non sono iscritti a percorsi formativi avranno la possibilità di riprendere i percorsi interrotti e conseguire un titolo spendibile nel mercato del lavoro. Prevenire la dispersione, oggi significa evitare la disoccupazione domani».

Le statistiche confermano, in modo implacabile, la crisi economica in corso. E a Cremona il calo degli occupati riguarda in modo più significativo non solo le donne ma anche i giovani, con contratti flessibili e a tempo: il tasso di occupazione totale passa dal 70,5% del 2019 al 67,3% del 2020. Il tasso di inattività, ovvero il rapporto fra le persone appartenenti alle forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento, in provincia si assesta invece al 32,7%. Ed è il dato peggiore di tutta la Lombardia, dove la media è del 29,5%. Punti percentuali di differenza che pesano come macigni e che, purtroppo, sembrano destinati ad aumentare. A livello medio regionale, invece, il calo occupazionale non risulta così consistente. Probabilmente anche per effetto dell’incremento di posti di lavoro nel settore sanitario: in Lombardia si è passati dai 4.483.000 di occupati del 2019, ai 4.406.000 del 2020. Con oltre 26 mila donne lavoratrici in meno.


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