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La storia di Enrico Pagliari: dalle stalle alle stelle

Nato a Moscazzano è partito a 15 anni: ha giocato in serie A col Modena

30 Aprile 2021

La storia di Pagliari: dalle stalle alle stelle

MODENA (30 aprile 2021) - «Sono nato a Moscazzano ma dopo meno di una settimana la mia famiglia si è spostata ad Ombriano per lavoro, precisamente nella cascina Ombrianello, un luogo in cui allora vivevano una sessantina di famiglie. Ho cominciato a lavorare da giovanissimo, mi alzavo di notte a mungere le mucche e tenevo in ordine le stalle. Al calcio non ci pensavo proprio. Anche perché mio padre Albino sapeva che per mantenere una famiglia con cinque figli occorrevano i soldi, non c’era tempo per altro. Anche a scuola ci andavo poco, prima veniva il lavoro. Nonostante tutto questo sono riuscito a superare la quinta elementare. Ho ricominciato a studiare quando avevo già 30 anni». La storia di Enrico Pagliari, nato il 16 agosto 1935, è quasi come una favola. Quel ragazzino che si alzava di notte a mungere le mucche e che non pensava al calcio non avrebbe mai immaginato che il 30 settembre 1962 avrebbe esordito in serie A con la maglia del Modena contro i giallorossi della Roma. Pagliari vive da anni a Montale Rangone, a dodici chilometri da Modena, sulla strada che porta verso le colline.

«Non l’avrei mai detto. Anche perché ho cominciato a giocare a calcio che avevo già 15 anni, ero già grande. Tutto è successo per caso. Il prete di Ombriano voleva mettere in piedi una squadra di calcio - lo conoscevo perché alla domenica andavamo tutti a Messa - e un giorno si presentò con la sua Topolino in cascina per chiedermi se volevo fare parte del gruppo dell’Aurora. A calcio giocavo nell’aia con i ragazzi che abitavano lì, niente di più. Mio padre non era molto contento ma alla fine ha detto di sì, anche perché questo gioco non interferiva sui miei orari di lavoro. Mio padre non parlava mai di calcio, l’unica volta che lo fece fu quando venne nella stalla nel 1949 per dirmi che era caduto l’aereo del Torino e che erano morti tutti. L’Aurora Ombriano ha vinto subito il campionato del Csi e nelle finali di Gallarate mi hanno notato i dirigenti dell’Orceana, la squadra di Orzinuovi che militava in Promozione. Ero un attaccante rapido, con il fiuto del gol. Mi hanno messo in mano diecimila lire, per me una cifra mai vista, e ho firmato il contratto sulla sella di una bicicletta. Sono tornato a casa veloce come il vento, non mi sembrava vero di poterlo dire ai miei genitori. Mio padre si infuriò e quelle diecimila lire restarono sul tavolo sino a quando i dirigenti dell’Orceana non si presentarono a casa nostra per convincerlo».

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