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CREMONA. MISTERIOSE AFFISSIONI

«C.A.T.!», la città s’interroga: se l’enigma è dentro l’uovo

I cartelloni riportano il logo del Comune. Bocche cucite per una campagna pubblicitaria insolita

Nicola Arrigoni

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cfrancio@laprovinciacr.it

21 Aprile 2021 - 06:55

«C.A.T.!»,  la città s’interroga: se l’enigma è dentro l’uovo

CREMONA (21 aprile 2021) - «C.A.T.!» è un acronimo che fa il verso a un intercalare in dialetto cremonese: «Cat!». Nel vernacolo segna una sorta di sospensione, di sottolineatura fra lo stupore e il dato di fatto. Da qualche tempo sui grandi pannelli pubblicitari alle porte della città compare un grande manifesto con un uovo e la parola C. A. T.! trasformato in una sorta di sigla. I puntini fra una lettera e l’altra suggeriscono questa versione di significato, mentre il significante, ovvero il suono che esprimono le lettere, si rifà al dialetto. «Un intercalare che non ha un significato particolare. Alcuni lo riconducono a un’abbreviazione del termine che indica il sesso maschile, non diversamente da quanto fia, altro intercalare cremonese, indichi il sesso femminile — afferma Gianluca Barbieri, esperto di dialetto —. In entrambi i casi si tratta di un intercalare nel discorso orale che non ha un significato in sé».

Ma che connessione c’è fra la scritta e l’immagine: un uovo bianco, perfetto e fragile? Unica indicazione sul cartellone è la collaborazione con il Comune di Cremona. I grandi cartelli alle porte della città attirano l’occhio. Posizionati prima di Pasqua, sembravano strizzare l’occhio a qualche iniziativa legata alla ricorrenza festiva, ma così non è stato. La presenza del logo del Comune di Cremona rende plausibile una pubblicità istituzionale, ma né l’assessore alla Cultura Luca Burgazzi, né l’assessore al City brand, Barbara Manfredini entrano nel merito, facendo intendere che «Non è finita qui!».

L’uovo e quel Cat puntato sono per ora un enigma, un gioco, un pungolo alla curiosità dei passanti, in sintonia con quelle campagne pubblicitarie fra la fine anni Ottanta e i primi anni Novanta che tappezzavano le città di cartelloni con scritte enigmatiche per suscitare la curiosità dei passanti; scritte e slogan che poi si svelano in un successivo tappezzare la città di cartelloni esplicativi. E allora non resta che attendere che l’uovo si schiuda.

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