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CREMONA. UN'ALTRA TRAGEDIA AL MIGLIARO

Quattro morti in sette mesi: dal 1978 lunga scia di lutti

A settembre lo schianto costato la vita a pilota e parà. A gennaio manovra fatale per un lecchese

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

18 Aprile 2021

Quattro morti in sette mesi: dal 1978  lunga scia di lutti

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CREMONA (18 aprile 2021) - Quello di ieri è il terzo incidente rilevante, con esito mortale, che avviene all’aeroporto del Migliaro dallo scorso 20 settembre ad oggi, meno di sette mesi. Quattro persone hanno perso la vita, un pilota e tre paracadutisti.

La mattina del 20 settembre un Pilatus, un aereo specializzato nei lanci, precipita in un campo di mais a Livrasco: perdono la vita il pilota, Stefano Grisenti, 54 anni, originario di San Secondo Parmense, residente a Fontevivo (Parma), ed Alessandro Tovazzi, 41 anni, di Arco di Trento. Tovazzi è stato l’ ultimo dei dieci parà a saltare dal velivolo decollato all’Aero Club del Migliaro. Secondo primi accertamenti pare che a provocare l’incidente possa essere stato il suo impatto in volo con il Pilatus, dal quale si è staccata un’ala. Il suo corpo è stato rinvenuto tra l’erba, a circa 800 metri dal campo di mais dove ha perso la vita Grisenti, Il velivolo si è avvitato, poi il boato e le fiamme.

Trascorsi 133 giorni, il 30 gennaio scorso, altra tragedia. Marco Pietro Rossi, un paracadutista di 34 anni di Valgreghentino (Lecco) si schianta nel prati vicino alla pista a seguito di una manovra errata. Anche in questo caso si trattava di un paracadutista esperto.

Se si torna indietro nel tempo, sono tre gli incidenti rilevanti avvenuti tra il 2009 e il 2020. Il primo risale al 25 luglio 2009. Al Migliaro si schianta un Pitts. Il pilota, Ezio Minestra, architetto cinquantenne di sant’Angelo Lodigiano, morirà due anni più tardi. L’aereo era decollato da Casaliggio Gragnano, nel Piacentino, alle 13,09 e atterrato al Migliaro alle 13,52. Il tempo di rilassarsi, poi il decollo e il dramma. L’ultraleggero precipita in un campo di mais, subito oltre la rete di demarcazione della pista.

Sei anni e mezzo dopo, il 29 gennaio 2017, altra tragedia. Un ultraleggero precipita nei pressi della cascina Premi. Nello schianto, muoiono Gian Luigi Petranca, 67 anni, pilota dello Skyleader I-B743, e Valeriano Zoppetti, 63 anni, traditi dalla foschia. Entrambi lodigiani, il primo era un industriale residente a San Rocco al Porto, il secondo un imprenditore di Castiglione d’Adda. L’ultraleggero era decollato dall’Avio-superficie di Casaliggio di Gragnano, nel Piacentino, diretto al Migliaro.

Si arriva poi all’incidente avvenuto il 17 agosto 2018. Un ultraleggero appena decollato dalla pista del Migliaro si schianta nel campo di mais vicino alla pista. Pilota e passeggero sono miracolati: entrambi illesi .

La lunga scia di incidenti è iniziata nel 1978, 43 anni fa, con la caduta di un aliante in fase di atterraggio. Istruttore e allieva riportano lesioni gravi. Seguono una serie di altri incidenti senza esito mortale fino ad arrivare a quello avvenuto poco più di vent’anni fa, il 14 febbraio 2001. Alberto Bargazzi, un parà di 33 anni residente a Salsomaggiore si schianta e muore dopo una manovra errata. Il tutto a poche decine di metri dalla torre di controllo dell’aeroporto, tra lo sconcerto e l’incredulità di amici e compagni di lancio.

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