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CORONAVIRUS. LA STORIA

«Mio figlio autistico mortificato e umiliato»

La mamma denuncia: «Frasi sgradevoli. Grazie ai volontari dell'Hub vaccinale di Cremona che ci hanno aiutato»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

13 Aprile 2021 - 06:37

«Mio figlio autistico mortificato e umiliato»

CREMONA (13 aprile 2021) - È amareggiata la mamma di un 18enne autistico che venerdì scorso ha accompagnato il figlio all’hub vaccinale di Cremona per l’inoculazione del vaccino. Ha incontrato «un muro fatto di incomprensioni» e «comportamenti non proprio garbati» nei suoi confronti e nei confronti del figlio.

«Molto gentilmente — racconta — i volontari dei soggetti vulnerabili mi hanno seguito passo dopo passo durante il percorso appositamente studiato per i soggetti fragili. Mi fanno accomodare in una postazione libera anche se non dedicata. Arrivo alla postazione del medico che deve raccogliere l'anamnesi del vaccinando, gli dico la patologia di mio figlio e mi dice di doversi allontanare per avere spiegazioni in merito. Quando torna mi ordina, con tono perentorio, di dichiarare su un foglio intestato all’Asst di essere l’amministratore di sostegno di mio figlio».

A questo punto, sempre secondo la sua denuncia, la mamma rispiega al medico che il figlio è maggiorenne, che firma autonomamente, che è autosufficiente e che ha la capacità d'intendere e volere. La sua presenza è dovuta solo all’eventuale necessità di tradurre il linguaggio medico in linguaggio autistico. «Il medico si innervosisce — prosegue la mamma nella sua denuncia — e davanti a mio figlio dice che lui è un malato mentale e che senza la dichiarazione non può autorizzare la vaccinazione. Chiamo i volontari e mi aiutano a far capire al medico che non tutti gli aventi diritto alla Legge 104 con una patologia mentale devono avere per forza un amministratore di sostegno. La questione è proseguita ancora con frasi poco piacevoli, soprattutto perché pronunciate da un medico, ma ormai siamo abituati alla poca capacità di essere pronti davanti all’autismo. Alla fine mio figlio è stato vaccinato. Non sono abituata a mortificare le persone e ho deciso di raccontare la mia esperienza per dare forza a chi a volte si sente perso e affaticato dall'affrontare certe situazioni. Ho ringraziato i volontari per il loro impegno, per la loro passione nell’aiutare gli altri, per il loro tempo e per i sorrisi che indistintamente regalano a tutti. Speriamo che questo progetto non sparisca come una bolla di sapone perché la loro presenza è stata fondamentale». 

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