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LA PROTESTA

"Liberalizzare i brevetti su farmaci e vaccini"

Il Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute è sceso in piazza in occasione della Giornata Mondiale contro la Mercificazione della Salute

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

10 Aprile 2021 - 17:50

"Liberalizzare i brevetti su farmaci e vaccini"

CREMONA (10 aprile 2021) - Il Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute è sceso in piazza in occasione della Giornata Mondiale contro la Mercificazione della Salute per "affermare chiaramente e con determinazione che non si può fare profitto sulla pandemia, che la salute non è una merce e che il servizio sanitario deve essere accessibile a ogni persona, di qualità, pubblico, partecipato e gratuito", si legge in una nota.

"Pensiamo che il diritto alle cure - prosegue la nota - debba essere garantito a tutte le persone e a tutti i popoli indipendentemente dalle condizioni economiche; pensiamo che la salute non possa passare in secondo piano rispetto al profitto delle grandi multinazionali perché dall'accesso ai medicinali e ai vaccini dipende la vita delle persone. Per questo invitiamo tutt* a sottoscrivere l'Iniziativa Cittadini Europei (ICE) (su https://noprofitonpandemic.eu/ it/) per liberalizzare i brevetti su farmaci e vaccini. Pensiamo che la privatizzazione del sistema sanitario, i tagli del personale, l'impoverimento dei servizi, lo svuotamento delle strutture sanitarie territoriali, lo smantellamento sistematico della prevenzione, della medicina scolastica, della medicina di base e del lavoro, la condizione delle RSA, abbiano svolto un ruolo cruciale e negativo rispetto al diffondersi della pandemia e siano veri e propri attacchi al diritto alla salute e alla stessa democrazia costituzionale".

Infine il Coordinamento Invita "alla mobilitazione contro le riforme sanitarie lombarde che negli anni hanno distrutto il sistema sanitario pubblico a favore del privato, foraggiando lobby e gruppi di potere, producendo disuguaglianza sociale, inefficacia e inefficienza dei servizi, sfruttamento dei lavoratori" e chiede "in Lombardia una discussione pubblica, larga e partecipata sugli effetti dell'organizzazione del sistema sanitario regionale e sulla cancellazione definitiva della legge regionale 23/2015".

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