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BILANCIO DI PREVISIONE

"Imu al massimo e imprese dimenticate"

Forza Italia e Viva Cremona all'attacco: "I pochi aiuti previsti arrivano solo dallo Stato"

Riccardo Maruti

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02 Aprile 2021 - 15:28

"Imu al massimo e imprese dimenticate"

CREMONA (2 aprile 2021) - I gruppi consiliari di Forza Italia e Viva Cremona attaccano con toni decisi il Bilancio di previsione approvato dal Consiglio comunale. I forzisti Carlo Malvezzi, Federico Fasani e Saverio Simi insieme a Maria Vittoria Ceraso di Viva Cremona, in particolare, criticano la conferma dell'aliquota massima dell'Imu e sostengono che l'amministrazione abbia "dimenticato totalmente le imprese".

POVERTÀ IN CRESCITA. «Nel Consiglio Comunale di ieri - affermano i consiglieri d'opposizione - è stato approvato il Bilancio 2021-2023 del Comune di Cremona. Un bilancio, ci ha spiegato l'Assessore Manzi, "che non può prescindere dai numeri che sono fondamentali  per governare un Comune, numeri che derivano dalle linee di mandato del Sindaco del 2019. Un bilancio elaborato con realismo, concretezza e soprattutto prudenza che è un ingrediente fondamentale nella fase in cui siamo".  Proprio in queste parole dell'Assessore ci sono le motivazioni del nostro voto contrario. Se ci sono numeri che avrebbero dovuto condizionare il Bilancio del Comune sono quelli diffusi dalla Caritas diocesana che parla di un 35% in più di nuovi poveri, che non riescono a pagare l'affitto o le rate del mutuo, persone che non dispongono di risorse finanziarie per mantenere uno standard di minimo di vita per almeno tre mesi in assenza di entrate, come illustrato dall'indagine della Banca d'Italia sugli effetti dell'epidemia di Covid-19, o  i numeri della disoccupazione resi noti dalla CISL provinciale che ha pubblicato i dati sul lavoro nella nostra Provincia che ha registrato un crollo del tasso di occupazione, peggiore di tutta la regione Lombardia».

BILANCIO SENZA CORAGGIO. «La nostra città - proseguono Malvezzi, Fasani, Simi e Ceraso - non ha bisogno di un bilancio "prudente", che, come specificato da Manzi, "prevederà ristori per famiglie e categorie economiche se e quando arriveranno i contributi statali e regionali", ma di un bilancio coraggioso pronto a sostenere da subito le necessità di chi vive oggi in una situazione di grande difficoltà, perché domani, se e quando il Comune avrà le sue certezze,  molte  famiglie potrebbero oltrepassare la soglia della povertà e molte attività economiche fallire. Alcuni Comuni hanno scelto questa linea e dopo un confronto con Sindacati e  Associazioni delle categorie economiche hanno rimodulato la spesa rispetto agli anni passati, anche facendo tagli e riduzioni su voci di bilancio ritenute al momento non indispensabili per poter disporre di risorse per alleggerire la pressione fiscale ed elargire contributi-buoni spesa alle famiglie e mettere in atto ogni altra misura necessaria a sostenere chi è colpito dalla crisi. Questi sono il realismo e la concretezza che avrebbero dovuto ispirare la Giunta nella predisposizione del Bilancio e non le linee di mandato elaborate in tempo di pace da una Amministrazione che ancora una volta ha dimostrato la sua autoreferenzialità e lontananza dalla quotidianità dei suoi cittadini che stanno vivendo questo tempo di guerra contro il virus».

NESSUNA AIUTO PER LE IMPRESE. «Come si può parlare di un Bilancio della ripartenza in una città che prima di tutto deve ancora superare la fase emergenziale? Prima è necessario garantire la sopravvivenza per poi dare gli strumenti per ripartire non certo il contrario.  Con il nostro voto contrario abbiamo  voluto dar voce a tante famiglie in difficoltà e alle tantissime imprese del terziario - commercianti e artigiani - per i quali non è stata prevista alcuna esenzione di imposta. Quando finalmente potranno riaprire le proprie attività dovranno farsi carico di tutte le imposte comunali comprese la tassa di occupazione aree pubbliche e la tassa rifiuti. Le poche agevolazioni destinate alle imprese, come ad esempio l’estensione dell’esenzione del canone unico fino al 30 giugno, sono state disposte dal Governo con il Decreto Sostegni e quindi coperte integralmente da risorse nazionali, senza alcun impegno economico da parte del  Comune di Cremona. Per non parlare dell’aliquota IMU ordinaria, portata al massimo nel 2020 all'inizio della pandemia, che è stata  confermata, così come il raddoppio dell’aliquota IMU per quegli immobili affittati a canone mitigato, un’autentica beffa per i proprietari di immobili che hanno fatto un accordo con il Comune».

STRATEGIA STATICA. I consiglieri di minoranza, infine, osservano: «Il tutto appare ancora più incomprensibile se si considera che il pre-consuntivo del 2020 sta facendo evidenziare un avanzo di amministrazione di circa 3 milioni di euro frutto anche, come affermato dall'Assessore Manzi, dei residui dei ristori ottenuti da Stato e Regione nel 2020  che evidentemente, forse sempre per prudenza, non sono stati totalmente elargiti ai cittadini. Insomma il Bilancio approvato ieri dalla maggioranza è proprio il contrario di quanto dichiarato dall'Assessore Manzi: non un bilancio dinamico che si muove in sintonia con i bisogni della città ma un bilancio statico, che per variare la destinazione di un euro attende i contributi di altri, ancorato ad un'idea politica di mandato nata nel 2019 che non si fa condizionare nemmeno da una pandemia mondiale».


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