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CORONAVIRUS

Contagi sul lavoro, Uil: «Preoccupante la Lombardia a oltre 41mila casi»

Resi noti i dati del quattordicesimo report nazionale elaborato dall’Inail

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

26 Marzo 2021 - 12:09

Covid, Inail: al 15 giugno  49 mila le denunce

MILANO (26 marzo 2021) - I dati del quattordicesimo report nazionale elaborato dall’Inail preoccupano la UIL soprattutto in base alle ricadute regionali sulla Lombardia. Le infezioni di origine professionale  segnalate all’Istituto dall’inizio della pandemia alla data dello scorso 28 febbraio sono 156.766, pari  a circa un quarto del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dal gennaio 2020;  rispetto alle 147.875 denunce rilevate dal monitoraggio mensile precedente, i casi in più sono 8.891.  

Il sindacato nota che la Lombardia resta la regione col maggior numero di casi di contagio denunciati in Italia, 41.533 dall’inizio della Pandemia, il 26,5%  dei casi registrati sull'intero territorio nazionale. Analoga riflessione va fatta per i 169 casi mortali  registrati nello stesso periodo: ben il 33,9% delle morti per Covid-19 sono avvenute nella nostra  regione.  
A Milano il triste primato di provincia con il maggior numero di contagi dall'inizio della pandemia, che registra anche il maggior numero  di infezioni di origine professionale accadute nel solo mese di febbraio 2021. Nella Nostra provincia vede sempre nei primi due  mesi dell'anno 1.803 casi di infortuni sul lavoro da Covid-19 (1.349 donne / 454 uomini) e un numero altissimo di decessi, ben 19.

“Le professionalità più colpite” – spiega Paolo Soncini segretario UIL – “sono quelle del comparto industriale e di quello sanitario. Operai, infermieri, medici, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali. Rispetto al genere, le più  contagiate risultano essere le donne”.  

A livello provinciale le denunce per contagi sul lavoro sono sotto la media regionale, ma l’insieme dei dati mostra una situazione a cui dare la massima attenzione. L’analisi dei casi mortali, inoltre, mostra che su 169 decessi, tre casi su dieci riguardano il personale sanitario e assistenziale (infermieri, medici, operatori socio sanitari, operatori socio assistenziali); tra i più  coinvolti anche impiegati, conducenti professionali e addetti alle vendite.

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