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I NODI DELLA CAMPAGNA

Vaccini, l'appello dei «dimenticati»

Sale, fra altre, la voce di operatori del trasporto pubblico, lavoratori dei supermercati e persone con disabilità

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

15 Marzo 2021 - 21:50

Vaccini, l'appello dei «dimenticati»

CREMONA (15 marzo 2021) - Sono sempre di più gli appelli che arrivano dalle categorie che per ora non rientrano fra quelle da vaccinare con priorità eppure chiedono attenzione. Sale, fra altre, la voce dei tassisti e dei commessi, gli uni e le altre esposti ogni giorno al contatto con la gente.

TRASPORTO PUBBLICO. Vaccinazioni subito anche al personale del trasporto pubblico. A cominciare dai tassisti e dagli autisti dei pullman in vista di una futura riapertura delle scuole. È quanto chiedono congiuntamente Cna e Confartigianato in una lettera che hanno inviato al direttore generale di Ats Val Padana, Salvatore Mannino, e alla responsabile del servizio vaccinazioni dell’Asst di Cremona Antonella Laiolo. «Questi lavoratori svolgono un servizio essenziale a continuo contatto con numerosi utenti del trasporto pubblico locale e di quello scolastico. E’ quindi necessario proteggerli dal rischio di contagio da subito», spiegano Egidio Violato di Confartigianto e Alessia Manfredini, responsabile di Cna Fita Cremona, firmatari del documento. 

SUPERMERCATI. Sono al lavoro da sempre e da sempre esposti più di altri al contagio. I lavoratori dei supermercati oggi chiedono più sicurezza: vogliono essere vaccinati. «Riteniamo che a questo straordinario impegno debba affiancarsi un concreto riconoscimento del ruolo strategico del settore – scrivono le principali associazioni della grande distribuzione e del commercio (Coop, Federdistribuzione Ancd, Confesercenti, Confcommercio) e Filcams Gcil, Fisascat, UilTuCs al ministro del Lavoro Andrea Orlando, a quello della Salute, Roberto Speranza, e al commissario straordinario, Generale Francesco Figliuolo –. Il segno più concreto sarebbe la regolamentazione del piano vaccinale: i lavoratori del commercio meritano che venga assicurata loro priorità». 

SERVIZI AI DISABILI. «La pandemia ha fatto ancor di più emergere problemi vecchi e nuovi, mettendo le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e i loro familiari in una situazione di estrema difficoltà». Ad affermarlo è Daniela Martinenghi, presidente di Anffas Crema. «Il modello dei servizi, basato su un approccio meramente protezionistico, non è stato in grado di rispondere ai reali bisogni delle persone con disabilità, né di adattarsi alle nuove necessità derivanti dall’emergenza sanitaria. Le strutture associative, come la nostra, sono state lasciate da sole a combattere la difficilissima battaglia contro la pandemia e a rispondere alle esigenze delle persone e delle famiglie. Inoltre, l’accesso ai pochi servizi è reso sempre più difficoltoso da assurde pratiche burocratiche, che stanno anche rallentando l’accesso ai vaccini». 

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