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INCHIESTA DEI CARABINIERI

Temperatura e mascherina prima del sesso: due arresti

Case di appuntamento con «controlli anti-Covid» a Cremona e Crema

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

08 Marzo 2021 - 11:46

Case di appuntamento con «controlli anti-Covid», due arresti

CREMONA/CREMA (8 marzo 2021) - Per attirare la clientela anche in pieno lockdown, e per non perdere il giro di affari, avevano organizzato le case di appuntamento con una sorta di "triage sanitario". La tenutaria, dopo una rapida valutazione sull'apparente stato di salute del cliente e ricevuto il denaro, lo avviava in un disimpegno ove gli veniva prelevata la temperatura con un termometro digitale, gli venivano disinfettate le calzature e dopo essere stato igienizzato e fornito di mascherina, veniva introdotto nell’area trattamento "massaggi" per ricevere la prestazione sessuale pattuita.

I Carabinieri del Norm della Compagnia di Cremona, lo scorso 5 marzo, hanno tratto in arresto, in esecuzione di una misura cautelare della custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Cremona Elisa Mombelli, su richiesta del Pm  Vitina Pinto, per i reati  di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, un 73enne originario di Mede (Pavia), ma da anni residente a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza) e la sua convivente, una 52enne di nazionalità cinese.

Dalle risultanze investigative condotte dai Carabinieri a partire dal mese di gennaio, e scaturite dalle segnalazioni di alcuni cittadini preoccupati per il continuo sospetto via vai causato dai clienti (tutti uomini adulti che prima di accedere anticipavano l’ingresso con una telefonata), rimasto costante anche nel periodo di massimo lockdown delle festività natalizie, sono stati raccolti nei confronti dei due, chiari elementi di prova, quali gestori di due abitazioni (una a Cremona e una a Crema), ove risultava venire favorita la prostituzione di giovani donne di nazionalità cinese, dietro il paravento di un’attività di “centro massaggi”. Tra le segnalazioni anche quelle di alcuni professionisti che per motivi di lavoro frequentavano altri uffici presenti nel condominio ove era stata creata la casa d’appuntamento che avevano ricevuto delle esplicite “avance” da ragazze cinesi che verosimilmente vivano all’interno dell’appartamento. L'attività illecita era ampiamente pubblicizzata su rete internet e pubblicazione di annunci. Sono ancora in corso accertamenti al fine di stabilire il numero esatto delle giovani donne fatte prostituire nei due appartamenti gestiti dalla coppia, in quanto ciclicamente venivano sostituite, ma in ogni caso risultano tutte provenire dalle comunità cinesi di Milano e Pavia.

L’appartamento di proprietà di una professionista cremonese, estranea alla vicenda, e preso in affitto dalla coppia, con il falso pretesto di volerci andare a vivere, è stato posto sotto sequestro. Fuori dalla porta d’ingresso della casa d’appuntamento, era stata istallata una telecamera di videosorveglianza, mediante la quale i due gestori dell’illecita attività, monitoravano la presenza sul pianerottolo dei clienti al loro arrivo, sia di eventuali soggetti estranei, al chiaro fine di eludere eventuali interventi o controlli di polizia. L’attività di indagine ha confermato, che la proprietaria stessa dell’appartamento aveva già rappresentato al 73enne che l’istallazione della telecamera non era autorizzata e che non potevano essere riprese le persone che accedevano al condominio, ma l’uomo aveva risposto “che l’aveva istallata in quanto in giro ci sono delle persone cattive che avvicinano gli anziani come lui con cattive intenzioni”.

Decine i clienti provenienti dalle province, di Cremona, Piacenza, Parma, Lodi, Mantova e Brescia, che frequentavano gli appartamenti gestiti dalla coppia, sempre in orari diurni per “mascherare il sospetto via vai” con le numerose regolari attività di ufficio che si svolgevano negli altri appartamenti occupati nei condomini di Cremona e di Crema. Clientela per cui i Carabinieri stanno svolgendo i dovuti accertamenti anche in virtù delle violazione commesse in relazione alla normativa ministeriale in materia “anti-Covid”, in particolare per raggiungere le “case d’appuntamento” violando le prescrizioni sui movimenti tra i vari Comuni, le Province e le Regioni a seconda del “colore” in vigore nelle circostanze dell’incontro con le prostitute.

Il 73enne italiano e la 52enne cinese, sono stati rintracciati e tratti in arresto all’interno della loro abitazione di residenza di Fiorenzuola d’Arda, posta nei pressi della stazione ferroviaria del centro piacentino e che nel corso delle indagini è risultata essere stata usata spesso quale base logistica, utilizzata per ospitare le donne reclutate per il successivo avvio all’attività di prostituzione.

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