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CREMONA. IL RECUPERO

Inizia la rinascita della ex Snum. In azione le ruspe

Primo obiettivo dei lavori: ripristinare la copertura della Cremonella

Massimo Schettino.  Foto: Fotolive/Salvo Liuzzi

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dduchi@laprovinciacr.it

24 Febbraio 2021 - 09:21

Inizia la rinascita della ex Snum. In azione le ruspe

CREMONA (24 febbraio 2021) - Dopo aver completato l’acquisto, il cinque gennaio scorso, la società immobiliare Findonati ha già avviato i lavori per il risanamento e la bonifica dell’area ex Snum, compresa fra via Giordano, via Cadore e via Mosa. E il primissimo obiettivo del cantiere è anche quello, forse, più delicato: la ricostruzione della volta in mattoni entro cui scorreva uno dei rami della roggia Cremonella che scorre sotto la città. Nel 2018, infatti, durante i lavori di demolizione condotti dalla precedente proprietà e a causa di una ‘bomba d’acqua’, la copertura del corso d’acqua, che deriva dal Naviglio civico, era crollata. Da allora la «ferita» era rimasta aperta. La Soprintendenza aveva sospeso il cantiere e ne aveva autorizzato la ripresa solo dopo l’avvenuta presentazione da parte della proprietà di allora, nel frattempo fallita, di un progetto di ricostruzione. Progetto che però era rimasto solo sulla carta e dal ‘buco nero’ hanno continuato a uscire in questi anni cattivi odori, topi e zanzare. Ora, da qualche giorno, sono in azione gli operai di una ditta specializzata perché «la volta della Cremonella — spiega Nicola Massera, del gruppo Findonati — ha un vincolo della Soprintendenza che esclude l’uso di materiali nuovi e impone di ricostruirla con mattoni di recupero». Inoltre, non è possibile utilizzare il cemento, ma solo la calce. «Abbiamo già ricostruito i muri verticali e dalla settimana prossima si passerà al rifacimento del ‘cielo’. Sarà realizzata — spiega Massera — una dima su cui verrà appoggiata la volta e che sarà tolta una volta che la calce si sarà rappresa. Per poter lavorare abbiamo dovuto interrompere il deflusso della roggia sotterranea e creare un bypass, in accordo con il gestore delle acque. A causa della delicatezza dei lavori — spiega Massera — questo stadio del cantiere durerà circa un mese, poi potremo procedere alla demolizione dei vecchi fabbricati». Poi sarà la volta della bonifica dei terreni, per la quale il nuovo proprietario si muoverà di concerto con l’Arpa. «Comunque, ci stiamo muovendo con il massimo impegno, al contrario della proprietà precedente che ha lasciato l’aera in stato di abbandono per 13 anni», conclude Massera.
L’area di 1.400 metri quadri, risanata e bonificata, infatti è destinata ad ospitare un supermercato. Le trattative al momento coinvolgono quattro brand, di cui uno è l’italiano Eurospin.
«Appena abbiamo preso in mano la proprietà — spiega Massera — abbiamo fatto i primi incontri con i tecnici comunali e i primi interventi a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica chiudendo i varchi di accesso all’area. Abbiamo poi tagliato una pianta pericolante che minacciava i passanti in via Cadore e altro verde cresciuto in questi anni di abbandono. Naturalmente tutti gli alberi eliminati saranno sostituiti da nuove piantumazioni». «Si farà finalmente ordine e pulizia — aveva spiegato nei giorni scorsi il vicesindaco Andrea Virgilio — con anche un importante riordino viabilistico. I progetti sono già approvati e hanno il via libera della Soprintendenza, dunque non servono ulteriori passaggi autorizzativi».
L’area dell’ex Snum apparteneva alla Società Cooperativa Edilizia Monteverdi, che nel primo semestre 2019 aveva sperato di poterla cedere in affitto al Gruppo Conad. Ma l’operazione non è andata in porto. Nel luglio 2019 Conad rinunciò all’operazione, perché, avendo acquisito Simply ed essendo Simply già presente a Cremona, non aveva più interesse ad occupare altri spazi in città. E per la cooperativa è arrivato il decreto di amministrazione controllata coatta e la liquidazione di tutto il patrimonio immobiliare, acquisito dal Gruppo Findonati. Che in questi mesi ha preso in mano il risanamento dell’area, interrotto già prima che la vendita al Gruppo Conad sfumasse ufficialmente.
Il progetto presentato dalla Monteverdi per l’insediamento del supermercato Conad era anche stato bocciato nel 2018 dalla Commissione Paesaggio, un organo consultivo allora presieduto dall’architetto Massimo Terzi, poi deceduto a causa del Covid. E proprio la Cremonella con la sua copertura in cotto era stato uno degli elementi che la Commissione Paesaggio aveva chiesto di mettere in vista. Durante i primi lavori era emerso dagli scavi anche un muro in mattoni rossi: una piattaforma difensiva delle antiche mura che la Commissione aveva chiesto di lasciare visibile a chi passi da via Giordano. Le richieste, a parere dei commissari, non erano state accolte dai progettisti. Da qui la bocciatura, che però non era vincolante. Tanto più che, comunque, il progetto aveva già ricevuto l’ok della Soprintendenza.
Negli anni di abbandono la situazione di quest’area è stata al centro delle lamentele dei residenti, soprattutto a causa dei miasmi estivi della Cremonella. E anche per tutto ciò che da quella ferita si riversava all’aperto in un’area deserta: topi, soprattutto. L’area era stata utilizzata come deposito del servizio rifiuti e il Comune l’aveva venduta nel 2007, con sindaco Giancarlo Corada e assessore al Patrimonio Stefano Campagnolo: per le casse dell’ente, allora, fu un’autentica boccata d’ossigeno, visto che entrarono complessivamente oltre 4 milioni di euro. Venne aggiudicata alla Kim Casa Coop srl per un recupero che prevedeva edilizia residenziale: case e garage.

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