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Mercoledì 03 Marzo 2021

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CORONAVIRUS

Informazione, così stiamo raccontando la pandemia

Il direttore Marco Bencivenga ospite a Cremona1 nello studio di Giovanni Palisto: in collegamento i direttori di Eco di Bergamo, Libertà, Provincia di Como, Lecco e Sondrio e le responsabili della comunicazione delle aziende sanitarie di Cremona e Piacenza

Informazione: 'Così stiamo raccontando la pandemia'

CREMONA (27 gennaio 2021) - Quella del Covid 19 è la prima pandemia globalizzata, comunicata in tempo reale attraverso i media di tutto il mondo. Come e quando dare le notizie è diventato un nodo cruciale. Il mondo del giornalismo si è trovato di fronte ad una tempesta che ha posto un groviglio di questioni oggettive - gerarchia delle notizie, linguaggio, bilanciamento tra diritto di cronaca e di informazione e tutele costituzionali - e un groviglio di questioni deontologiche: il rispetto dei diritti del malato, l’attendibilità delle fonti, il diritto alla privacy. Di come è cambiato il modo di comunicare a un anno dall’esordio della pandemia si è parlato nella puntata di «La Piazza» andata in onda sull’emittente Cremona1. Ospite in studio del conduttore, Giovanni Palisto, il direttore Marco Bencivenga (La Provincia di Cremona e Crema), e in collegamento web Alberto Ceresoli (Eco di Bergamo), Pietro Visconti (La Libertà di Piacenza), Diego Minonzio (La Provincia di Como, Lecco e Sondrio) e le responsabili della comunicazione delle Aziende sanitarie di Cremona, Stefania Mattioli e Piacenza, Silvia Barbieri

Che tipo di approccio è stato dato a questa tempesta sanitaria ma anche emotiva e sociale? Si era preparati? Qualcosa è mancato? ha chiesto Palisto a Bencivenga. «Siamo stati favoriti e sfavoriti dalla vicinanza con l’epicentro — ha spiegato il direttore del quotidiano La Provincia mentre sul ledwall le prime pagine cadenzavano i passaggi cronologici del racconto—. Uno dei primi titoli è stato «A due passi da noi», con riferimento alla scoperta del paziente uno di Codogno. Dopo una settimana, scrivevamo «Voglia di normalità», perchè si pensava che l’epidemia passasse in fretta. «Paura e dramma» abbiamo titolato alla notizia della prima vittima cremasca, la terza in Italia. Titolo criticato, accusato di fare allarmismo. Eppure, lì è iniziata la percezione che qualcosa di grave stesse accadendo, qualcosa che giocava con la vita delle persone. Il 7 marzo, la sera che ha cambiato molti dei nostri parametri di valutazione: 17 le vittime in provincia. Dato difficile da credere, spaventoso. La verifica dell’attendibilità ci ha trovato increduli. Quel 7 marzo è stato il primo giorno in cui la notizia è stato il numero dei morti. Ma abbiamo voluto anche spostare l’attenzione dando risalto ad una iniziativa dedicata a bambini e ragazzi, costretti a casa dalla chiusura delle scuole». 

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27 Gennaio 2021