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CREMONA

Multe "a tradimento", nei guai il vigile sceriffo

Fuori servizio filmava le auto parcheggiate frettolosamente da nonni e genitori davanti alla scuola materna in attesa dei bambini e rientrato al lavoro, si metteva a scrivere i verbali, precisando di non aver potuto «procedere alla contestazione immediata»

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

26 Gennaio 2021 - 19:04

Multe "a tradimento", nei guai il vigile sceriffo

CREMONA (26 gennaio 2021) - Quando non era in servizio, solo o in compagnia del suo cane, nella via dove abita con il telefonino filmava le auto parcheggiate frettolosamente da nonni e genitori davanti alla scuola materna in attesa dei bambini. Rientrato al lavoro, si metteva a scrivere i verbali, precisando di non aver potuto «procedere alla contestazione immediata» per divieto di sosta, perché «il trasgressore non era presente». Ma i trasgressori, nonni, mamme e papà, erano lì. Sono fioccati gli esposti. Venticinque multe «a tradimento» hanno messo nei guai il vigile-sceriffo Angelo Sorvillo, 32 anni, indagato dalla Procura per falsità ideologica. E per abuso d’ufficio, in concorso con un collega. Ma questa è un’altra storia di presunti favoritismi. Per l’agente Sorvillo, il pm, Milda Milli, ha chiesto la misura interdittiva della sospensione dal servizio. Il gip, Pierpaolo Beluzzi, si è riservato di decidere dopo aver ascoltato il vigile nell’interrogatorio di garanzia.

Sorvillo è finito nei guai per altri due episodi. Ancor prima delle 25 multe, secondo l’accusa ha fatto un favore al collega Paolo Villa. Pare che quest’ultimo fosse in pessimi rapporti con il vicino di casa, residenza in Liguria, domicilio, appunto, a Cremona. Affari loro, certo. È che per fargliela in qualche modo pagare, Villa avrebbe chiesto al collega Sorvillo un piacere personale. Di verificare la residenza del vicino di casa. Sorvillo lo ha fatto: un accesso abusivo. I due agenti sono indagati, in concorso, per abuso d’ufficio. Ma non finisce qui. Perché ancora Sorvillo, stavolta con altri due colleghi (tutti indagati), avrebbe mostrato i muscoli ad una signora che una sera aveva sbattuto fuori casa il marito. Aveva buttato giù qualche bicchierino di troppo, e sul marciapiede gli attrezzi ed effetti personali del coniuge. Sorvillo e i suoi sono arrivati. Secondo l’accusa, anziché tentare di capire la situazione, di inquadrarla, di calmare la signora che voleva sbarazzarsi del marito, avrebbero fatto la voce grossa. lei si è messa ad urlare, l’hanno ammanettata e portata di forza al Comando. La signora ha presentato un esposto. La procura sta indagando.

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