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CRISI SIRIANA. L'APPELLO

Nicolò Govoni: la nostra scuola in Siria è sott'acqua

"Sono 41 mila le persone colpite dalle intemperie, oltre 4000 le tende danneggiate, ma nessuno ne parla"

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

24 Gennaio 2021 - 18:14

Nicolò Govoni:  la nostra scuola in Siria è sott'acqua

CREMONA (24 gennaio 2021) - Ancora una volta Nicolò Govoni, attraverso la sua pagina Fb lancia un grido di aiuto per la popolazione della Siria: "Il maltempo ha imposto la chiusura della nostra Scuola in Siria. È la prima volta in assoluto. La situazione nei campi ha raggiunto il punto di rottura. Ma anche stavolta, a nessuno importa. Bufere di neve e acquazzoni gelidi. Temperature sotto lo zero. Campi inondati. 41 mila persone colpite dalle intemperie, oltre 4000 tende danneggiate. Un bambino morto schiacciato quando la sua tenda battuta dalle piogge gli è crollata addosso. E tutto questo negli ultimi 3 giorni. Perché non stiamo alzando la voce?
Sono più di 2 milioni gli sfollati nella Siria nordoccidentale, la metà di loro bambini. L’anno scorso molti sono morti assiderati. Come se non bastasse, l’unica fonte di riscaldamento nei campi è quella a combustibile, il che implica rischi altissimi. Pochi giorni fa, infatti, un bambino disabile è bruciato vivo dopo che un incendio ha divorato la sua tenda. È questo il 2021 che vogliamo? E questa sarebbe umanità? Dov’è la maledetta comunità internazionale? Dov’è quando serve?
Anche quest’anno le grandi ONG non si vedono. Le Nazioni Unite, riporta il nostro Team sul campo, hanno inviato un numero irrisorio di camion di aiuti, supportando solo una frazione dei profughi più svantaggiati. Che scusa abbiamo per ignorare chi soffre quando ha più bisogno di noi stavolta?
Per fortuna la nostra Scuola riapre a breve. Nel frattempo, stiamo organizzando una distribuzione di vestiti, coperte e tende di emergenza. Ci stiamo muovendo con urgenza estrema. Il nostro intervento non risolverà certo la situazione in generale, ma la risolverà per le famiglie che riusciremo a raggiungere e, se con il nostro contributo sapremo salvare anche solo una vita, allora la nostra Missione sarà compiuta.
L’inverno in Siria è l’inferno in Terra. Ma nessuno ne sta parlando: non i media né le grandi organizzazioni, ma nemmeno le persone comuni. Il cambiamento, però, parte sempre da noi. Siamo noi e noi soli a scatenare il mondo che vogliamo con le nostre parole, le nostre azioni, le nostre scelte. I media, i politici e le organizzazioni possono solo seguirci".

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