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Porte chiuse e luci accese, a Cremona disobbedienza pacifica

Ristoratori e baristi tappezzano i locali con i manifesti di #IoApro: 'Un Dpcm non ci negherà il futuro'

Porte chiuse e luci accese, a Cremona disobbedienza pacifica

CREMONA (15 gennaio 2021) - A porte chiuse, ma con le insegne accese. Ristoratori e baristi cremonesi hanno derubricato la protesta anti-divieti da #IoApro a #IoIllumino: niente tavole apparecchiate, nessun brindisi, zero clienti al bancone, ma luci ovunque e muri tappezzati di manifesti per rivendicare «il diritto al lavoro e a fare impresa», per rimarcare che «la sicurezza di lavoratori e clienti» è garantita, per affermare che «non basta un Dpcm a negarci il futuro». La giornata della disobbedienza, che avrebbe potuto innescare una sollevazione deflagrante, si è trasformata in una notte di luce. La campagna #IoApro ha comunque fatto scalpore. Ed è servita, diversamente da quanto le premesse avevano lasciato presagire, a rafforzare l’immagine degli esercenti e a dare voce al senso di responsabilità della categoria.

Una rappresentanza di baristi, ristoratori e commercianti della città ieri è stata accolta dal sindaco, Gianluca Galimberti, e dall’assessore al Commercio, Barbara Manfredini. «Ormai per alcuni imprenditori non c’è più tempo e le risorse sono esaurite — ha sottolineato il Comune in una nota, al termine dell’incontro —. I sussidi dati, pure importanti, non sono più sufficienti. Certamente verranno chiesti al Governo ulteriori ristori per una categoria tra le più duramente penalizzate. L’impegno è di redigere la settimana prossima un elenco di richieste che saranno presentate a Governo e Regione con interventi possibili e concreti che appaiono essenziali per affrontare i prossimi giorni e le prossime settimane».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

15 Gennaio 2021

Commenti all'articolo

  • renzo

    2021/01/15 - 22:59

    Per quanto possa contare, sono solidale con voi.

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