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Sabato 23 Gennaio 2021

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VESCOVATO

Cibi e bevande per 2.500 euro ordinati e non pagati, truffati in 14

Denunciata la truffatrice seriale che effettuava gli ordini di acquisto telefonicamente e poi non saldava mai il conto

Cibi e bevande per 2.500 euro ordinati e non pagati, truffati in 14

VESCOVATO (11 gennaio 2021) - I carabinieri, al termine di un’articolata attività d’indagine, hanno denunciato una donna per truffa e insolvenza fraudolenta. Protagonisti della disavventura sono i titolari di 14 esercizi commerciali (bar/trattorie e ristoranti) della Provincia. Nel corso dei mesi scorsi, gli esercenti ricevevano ordini di acquisto telefonici, il committente riferiva che avrebbe incaricato una propria dipendente al ritiro della merce. Tutto sembrava in regola ma, ricevuta la merce, nessun “cliente” provvedeva a saldare il conto, precedentemente concordato e solo a questo punto le vittime non esitavano a sporgere denuncia. Attraverso una serie di accertamenti i carabinieri sono riusciti ad identificare la responsabile: una disoccupata 40enne, residente a Vescovato per la quale è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cremona. Le truffe si sono concretizzate con il medesimo “modus operandi” presso:

- una Pizzeria di Malagnino con la consegna di bottiglie di vino del valore di 500 €;

- un ristorante di Cicognolo, con la consegna di pizze da asporto e bevande per l’importo di 75 €;

- un ristorante di Cremona, con il ritiro di cibo d’asporto per l’importo di 100 €;

- una trattoria di Persico Dosimo, con il ritiro di cibo e bevande d’asporto per un importo di 100 €;

- un’osteria di Pieve San Giacomo, con la consegna di cibo e bevande per l’importo di 250 €;

- un ristorante a Cicognolo con la consegna di prodotti alimentari per il valore di 150 €;

- una torrefazione di Cremona con la consegna di bottiglie di vino e caffè per l’importo complessivo di 300 €;

- un ristorante di Vescovato con la consegna di alimenti per l’importo di 175 €;

- un bar di Piadena con la consegna di cibo e bevande per l’importo di 75 €;

- una trattoria di Isola Dovarese con la consegna di cibo e bevande per l’importo di 400 €;

- un ristorante di Cremona con la consegna di cibo e bevande per l’importo di 100 €;

- un ristorante di Cremona con la consegna di cibo e bevande per l’importo di 80 €.

- un esercizio commerciale di Pozzaglio ed Uniti, con la consegna di prodotti alimentari per l’importo di 100 €.


In una occasione la stessa donna si presentava in un ristorante di Cremona insieme ad altre due donne e dopo aver consumato cibo per l’importo di 50 €, si allontanavano senza pagare il conto.

Il reato di per sé censurabile appare ancor più grave, in quanto commesso durante un periodo di crisi delle attività commerciai a causa del Covid-19. Gli esercenti hanno poche occasioni di lavoro, sono costretti a effettuare consegne d’asporto e proprio sfruttando queste difficoltà che la donna è riuscita ad impossessarsi della merce. Si invita chi avesse subito episodi come quelli descritti a mettersi in contatto con i Carabinieri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

11 Gennaio 2021

Commenti all'articolo

  • M

    2021/01/12 - 06:33

    Sarà ma a parte la denuncia cosa rischia in un Italia con una legislazione favorevole a truffatori e delinquenti?

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