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Covid, il tributo del commercio

L’allarme di Regina e Badioni: 'Le attività del territorio pagheranno un prezzo altissimo'

Francesco Pavesi

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fpavesi@cremonaonline.it

29 Dicembre 2020 - 08:22

Covid, il tributo del commercio

CREMONA (29 dicembre 2020) - «Per colpa del Covid, soprattutto per il modo in cui si è gestita l’emergenza, spariranno in Italia oltre 390 mila imprese. Anche il nostro territorio rischia di pagare un tributo altissimo»: a lanciare l’allarme è Paolo Regina, segretario generale di Confcommercio Cremona. «La priorità del Governo – prosegue Regina – dovrebbe essere sostenere le aziende, anziché imporre ulteriori spese a imprenditori ridotti allo stremo. Va fatto ogni sforzo per assicurare ristori adeguati. Parallelamente serve un impegno tangibile e forse meno spettacolarizzato sul fronte sanitario. Infine va affrontato il nodo del calo dei consumi che negli ultimi dodici mesi ha raggiunto il 10,8% con una perdita di oltre 120 miliardi rispetto al 2019. Un dato ancora più preoccupante se si pensa alla crescita dei colossi delle vendite online, che non pagano le tasse ed hanno, pur senza lotteria degli scontrini, quote di mercato sempre più importanti. Con buona pace del Governo che, lontanissimo dalla realtà, pensa che questa sia la via per far rialzare l’Italia».

A proposito di lotteria degli scontrini, Confcommercio commenta con soddisfazione e sollievo la decisione del Governo di spostarne l’avvio al primo febbraio, rinviando contestualmente al primo marzo la segnalazione degli esercenti che non dovessero permettere la partecipazione. «Si tratta di un primo passo nella direzione che Confcommercio nazionale ha più volte indicato – afferma il presidente, Andrea Badioni –. Non può essere questa la priorità per le imprese».

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