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Addio al «Cinepanettone»: il primo Natale senza film

Sicurezza e sostegno alla ripresa: gli esercenti chiedono certezza sulla futura riapertura

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

19 Dicembre 2020 - 08:04

Addio al «Cinepanettone»: il primo Natale senza film

CREMONA (19 dicembre 2020) - Sarà un Natale senza cinema, senza teatri, un Natale senza… Il rito del cinepanettone se va bene andrà sulle piattaforme online, il rito del pomeriggio al cinema è un ricordo, un appuntamento da rimandare al Natale prossimo.  

«Ho voluto che ogni sera dalle 17,30 le luci si accendessero sulla ciminiera dell’ex Fornace Frazzi, mi è piaciuto che l’Arena Giardino fosse illuminata in segno di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo e per il mondo della cultura – spiega Giorgio Brugnoli, gestore dell’Arena Giardino e del CineChaplin -. Questo sarà il mio primo Natale in 30 anni di gestione di sale al chiuso che il cinema non accenderà le sue luci. La sala di via antiche Fornaci non ha riaperto a settembre perché le restrizioni in atto rendevano la cosa insostenibile e per la mancanza di film sul mercato».

Ed in merito alla chiusura delle sale per Natale Lionello Cerri di Spazio Cinema spiega come le «prospettive di riapertura siano quanto mai vaghe, anche se il Dpcm parla del 14 gennaio, ma bisognerà capire come andrà e se ci sarà la terza ondata – afferma -. Credo che sia arrivato il tempo per fare scelte oculate e razionali, tenendo conto di come sono andati i tracciamenti dei contagi e dell’eventuale pericolosità dei luoghi. Credo che si debba cominciare a considerare come gli spazi della cultura, penso al cinema, ma anche ai teatri, le sale da concerto e i musei siano luoghi sostanzialmente sicuri».

Giovanni Schintu chiede di raccontare il suo Natale senza cinema al Filo, in mezzo alle poltroncine rosse, contrassegnate con etichette bianche per mostrare i posti da tenere liberi per il distanziamento. «Tutte le volte che entro qui mi si stringe il cuore, che desolazione – dice l’esercente che insieme a Luca Beltrami gestisce la sala più antica della città -. Non faccio previsioni di riapertura, ma ciò che chiedo e che credo sia importante per tutti è che quando si deciderà di riaprire lo si faccia con consapevolezza, senza nuove chiusure, ma con precauzioni che permettano di non interrompere di nuovo l’accesso ai luoghi della cultura».

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