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Mercoledì 25 Novembre 2020

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LO STORICO TRAPIANTO

Carla Mari: «Grazie per queste mani»

Tutto è partito dall’espianto a una cremonese. «Oggi posso abbracciare, posso accarezzare i miei nipotini, posso toccare la vita e tutto l’impegno, la fatica, anche il dolore, è solo un ricordo del passato»

Carla Mari: «Grazie per queste mani»

Carla Mari accanto al chirurgo Massimo Del Bene dell’ospedale San Gerardo di Monza in una foto di qualche anno fa

MONZA (21 novembre 2020) - Sono passati dieci anni dal primo doppio trapianto di mani effettuato in Italia, rimasto ancora un unicum. Carla Mari, all’epoca 52 anni, ha riacquistato la configurazione anatomica delle sue mani, amputate con i piedi tre anni prima, per postumi di una sepsi generalizzata sistemica, grazie ad un trapianto da donatore. Le mani erano e sono quella di una signora cremonese, all’epoca 58enne, di Olmeneta. Sposata e madre di quattro figlie, un sabato di fine ottobre si sente male: aneurisma. La corsa in ospedale, le cure immediate, il ricovero in terapia intensiva. Ma, 48 ore dopo, il primario Fulvio Albertario parla ai familiari. Che, pur immersi nel dolore più profondo, capiscono e decidono per l’espianto. Oggi la paziente sta bene e ha riacquistato la sua autonomia con una buona motilità delle mani. 

«Oggi posso abbracciare, posso stringere mani, posso accarezzare i miei nipotini – ha raccontato Carla Mari - posso toccare la vita e tutto l’impegno, la fatica, anche il dolore, è solo un ricordo del passato, ogni azione quotidiana è diventata così normale che spesso anche i miei familiari dimenticano. Ci sarà sempre da parte mia una riconoscenza infinita per la famiglia che ha fatto in modo che io abbia potuto rinascere e per tutta l’équipe medica che prima, durante e oggi mi ha seguita non solo, anzi mai, come una paziente, ma sempre in un modo così familiare e direi affettuoso, da farmi sempre sentire parte di un grande progetto, soprattutto umano».

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20 Novembre 2020