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Venerdì 22 Gennaio 2021

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AMBIENTE

Microplastiche, il fiume Po è pulito

I risultati del Manta River Project sono buoni e consegnano un quadro più rassicurante di quanto previsto ad inizio ricerca

Microplastiche, il fiume Po è pulito

MONTICELLI (11 novembre 2020) - Dopo alcuni mesi di analisi mirate il Manta River Project, progetto nazionale per la ricerca delle microplastiche in Po avviato e presentato a Isola Serafini, consegna i risultati dell’avanzata ricerca pianificata e coordinata dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po-Ministero dell’Ambiente in proficua collaborazione con i laboratori dell’Università La Sapienza di Roma, la struttura operativa ARPAE Daphne della Regione Emilia Romagna che da anni svolge le analisi anche in mare e AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) che ha fornito supporto logistico e mezzi. 

Il progetto, alla luce dei risultati emersi, stupisce consegnando al distretto del Grande Fiume e alle sue comunità un quadro complessivo più rassicurante del previsto o supposto in avvio di ricerca. Quattro sono stati i punti di prelievo all’interno delle aree individuate come rappresentative dai ricercatori: Isola Serafini (Piacenza), Boretto (Reggio Emilia), Pontelagoscuro (Ferrara), Po di Goro-Delta (Rovigo).

Nel complesso sul totale dei materiali raccolti su cui è stato possibile determinare la provenienza emerge un 22% di materiali industriali da imballaggio, un 10% provenienti da sorgenti civili e un 56% di provenienza da scarichi di depuratori, pesca, rifiuti di origine civile e sanitaria o agricola. 

Nel dettaglio la correlazione tra la tipologia di polimero e la categoria di microplastica testimonia la presenza di: Frammenti (costituiti principalmente da Polietilene (circa il 90%: i due polimeri più richiesti dal mercato per la produzione di imballaggi); i Filamenti costituiti da Poliammide seguiti da polipropilene e Polietilene categoria di origine secondaria derivate dalla degradazione di corde, tessuti e fili per la pesca; Granuli (Polipropilene, Polietilene e Polistirene Espanso) anch’essi di origine secondaria come progressivo processo di degradazione dei rifiuti plastici di maggiori dimensioni; infine i Pellet, considerati in base alla loro forma di origine primaria (Polietilene, Polipropilene per il 95%): anch’essi polimeri utilizzati per lo più per le lavorazioni industriali.

11 Novembre 2020