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Domenica 25 Ottobre 2020

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CORONAVIRUS

'I nostri ospedali come Covid hub, siamo preoccupati'

Galimberti e Carletti a Gallera: ''Territorio mai coinvolto, carico di pazienti difficile da sostenere'

Primari, all'ospedale Maggiore un'altra 'rivoluzione'

CREMONA (28 settembre 2020) - Preoccupazione per la scelta regionale degli ospedali di Cremona e Oglio Po come Covid Hub: «Come potrà il nostro sistema ospedaliero rispondere alle esigenze dei cittadini della nostra Provincia?». È quanto hanno scritto il sindaco Gianluca Galimberti e il presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti in una lettera congiunta indirizzata all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, al direttore generale dell’Ats Val Padana Salvatore Mannino e al direttore generale dell’Asst di Cremona Giuseppe Rossi.

IL DOCUMENTO [LEGGI]

«Abbiamo appreso — si legge nella comunicazione — che i nostri Ospedali di Cremona e di Oglio Po sono stati scelti come Covid Hub. Sottolineiamo che non c’è stato alcun coinvolgimento del territorio nella scelta. Ora la situazione che si è creata ci preoccupa moltissimo. La diminuzione dei posti disponibili rende difficile sostenere il carico di pazienti nei prossimi mesi. Se ci confrontiamo con le esigenze di posti letto dei precedenti inverni e se consideriamo la situazione epidemica ancora in atto, la seguente domanda appare drammaticamente vitale: come potrà il nostro sistema ospedaliero rispondere alle esigenze dei cittadini della nostra Provincia? Come reagiremo nel caso in cui (eventualità da scongiurare ma da considerare responsabilmente) le proporzioni della nuova ondata fossero significative e ci fosse necessità di più dei 20 posti letto di sub-intensiva previsti? Chiuderemo nuovamente l’accesso alle cure per le altre patologie, magari anche tempo dipendenti (ad esempio ictus, infarto)?»
Galimberti e Carletti poi si soffermano sulla commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid istituita senza alcun rappresentante cremonese: «Come mai il territorio più colpito in Italia nei mesi della pandemia non è rappresentato in organismi importanti per la valutazione dei rischi che ancora dobbiamo affrontare?»
C’è poi la questione dei servizi sanitari erogati ancora in maniera insufficiente: «Molti cittadini si sono rivolti a noi per raccontarci storie e vicende in cui appare evidente che risposte in termini di prestazioni sanitarie per patologie non Covid risultano rallentate, a volte proprio assenti, sia in regime di ricovero, sia in regime ambulatoriale. Quando le risposte torneranno ad avere tempi e qualità dignitose? Vogliamo sapere quando e come la sanità pubblica, in particolare centrata sull’ospedale di Cremona, di Oglio Po e diffusa sul territorio, sarà all’altezza di risposte civili e rispettose della vita delle persone». Galimberti e Carletti poi affrontano la questione delle Rsa («Il budget sanitario è fermo da più di 10 anni. C’è in previsione un aumento?») e il tema dei vaccini antinfluenzali («Quando, come, quanti saranno distribuiti?»). Infine le domande sul futuro del nosocomio cittadino: «Quali progetti per rendere il nostro p ospedale efficiente e funzionale, punto di riferimento per la salute dei cittadini? L’ospedale esistente ha necessità di personale (anestesisti, radiologi, medici di pronto soccorso ad esempio). Si prevede di colmare tali carenze e in che tempi?»
La lettera fa seguito al Consiglio comunale aperto e alla convocazione dell’assemblea dei 48 sindaci dell’Ambito sociale cremonese.

28 Settembre 2020