Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

ELECTION DAY

Referendum, a Cremona vince il sì con oltre il 70 per cento
Regionali: verso il 3-3, le reazioni

L'affluenza si è attestata al 53,10%: 100.178 persone hanno votato a favore del taglio dei parlamentari, contro 41.329

Francesco Pavesi

Email:

fpavesi@cremonaonline.it

21 Settembre 2020 - 16:51

REFERENDUM: LO SCRUTINIO IN DIRETTA

CREMONA (21 settembre 2020) - Vince il sì con il 70,79% in provincia di Cremona. Tra ieri e oggi, per partecipare al referendum costituzionale, si è recato alle urne poco più di un cremonese su due: l'affluenza, infatti, si è attestata al 53,10. A favore del taglio dei parlamentari si sono espresse 100.178 persone, contro 41.329 (pari al 29,21%).

Il dato ricalca l'andamento registrato a livello nazionale. Con la vittoria del sì, quindi, gli elettori si sono espressi a favore della riduzione del numero dei parlamentari che scenderanno a 600 da 945. La composizione del Parlamento cambierà a partire dalla prossima legislatura. Alla Camera i deputati passeranno dai 630 attuali a 400. Il Senato invece da 315 diventerà a 200 seggi. Saranno ridotti anche i parlamentari eletti dagli italiani all'estero: passeranno da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. Verrà inoltre stabilito un tetto massimo al numero dei senatori a vita nominati dai presidenti della Repubblica: mai più di 5.

Lo scrutinio in diretta

SI

NO

PROVINCIA
DI CREMONA 

sezioni
405/405
DEFINITIVO

70,79%

29,21%

ITALIA

sezioni
61.622/61.622

69,64%

30,36%

REGIONALI

Il 3 a 3 di questa tornata di Regionali è caratterizzato da un forte protagonismo dei presidenti eletti, le cui liste civiche risultano addirittura il primo partito nel Veneto di Luca Zaia e nella Liguria di Giovanni Toti. Ma è anche una tornata all’insegna del voto utile, determinante in Toscana e Puglia dove è stato significativo il voto disgiunto di molti elettori di M5s. Il Movimento di Vito Crimi rimane su soglie modeste, lontano anni luce da quelle del 2018 e 2019, mentre il Pd non solo archivia la grande paura di perdere la Toscana, ma vi risulta essere il primo partito con il 34%, «mangiandosi» Italia Viva, ferma al 3,7% È quanto emerge dalle prime proiezioni basate su un campione significativo di seggi scrutinati, mentre solo in nottata si avranno i dati definitivi. Le due regioni il cui risultato era politicamente più "pesante» erano Toscana e Puglia, governate finora dal centrosinistra e in bilico secondo i sondaggi. Infatti le rilevazioni davano il centrodestra sicuramente vincente in Veneto, Liguria e Marche, con il centrosinistra in grando di mantenere senza incertezze solo la Campania con Vincenzo De Luca. Rispetto al testa a testa che ci si aspettava tra Giani e Ceccardi in Toscana e tra Emiliano e Fitto in Puglia, le proiezioni hanno regalato il sorriso a Nicola Zingaretti: i candidati del Pd si stanno affermando con un distacco più marcato del previsto sugli antagonisti di centrodestra. Emiliano è al 46,1% rispetto al 37% di Raffaele Fitto, mentre Eugenio Giani è al 47,2% contro il 40,8% di Susanna Ceccardi. In attesa dello scrutinio reale sembra essere stato decisivo il voto disgiunto di molti elettori di M5s, che hanno sì votato la lista del Movimento ma hanno votato come presidente i candidati con più chance di vittoria, cioè Emiliano e Giani. Infatti i candidati Governatori di M5s hanno ottenuto meno voti di quanto lasciassero pensare i sondaggi: In Puglia Antonella Laricchia si attesta all’11,9%, 3-5 punti meno delle aspettative, e in Toscana Irene Galletti non va oltre il 7,1%. Per altro in Puglia ha funzionato il voto di preferenza sui numerosissimi candidati al Consiglio regionale delle 15 liste che sostenevano Emiliano. Anzi quelle che si riferivano esplicitamente a lui, hanno ottenuto il 27,3%, ben 10 punti più del Pd. E qui si inserisce il discorso delle liste del Presidente. In Veneto la Lista Zaia è al 47,3% annichilendo Lega (14,9%), Fdi (8,3%) e FI (2,6%). In Liguria la Lista di Toti sale al 22,1% rispetto al 16% della Lega, al 9,4% di Fdi e al 4,3% di FI. Cifre che proiettano i due governatori su una dimensione di leadership nazionale. M5s risulta ininfluente nella vittoria o nella sconfitta del Pd in cinque regioni su 6. In Liguria l’alleanza M5s-Pd su Ferruccio Sansa ha fallito l’obiettivo, e in Puglia e Toscana la corsa in solitaria del Movimento non ha influito sulla vittoria di Emiliano e Giani. Invece nelle Marche se il 9,3% del pentastellato Mercorelli si fosse sommato al 37,6% del Dem Mangialardi, la partita con Acquaroli (47,3%) sarebbe stata aperta. Tra i partiti con i risultati più deludenti, a fianco di Fi, cè Italia Viva. Il partito di Renzi è bloccato al 3,7% nella sua Toscana, e i candidati Governatori non sono andati meglio: Scalfarotto al 2% in Puglia, Massardo al 2,8% in Liguria, Sbrollini sotto l’1% in Veneto.

Ecco le reazioni dei protagonisti

  • ZAIA (Veneto) - «E' una responsabilità, è un voto dei veneti per il Veneto, per quelli che sono qui da generazioni, quelli di adozione e quelli ultimi arrivati che hanno un progetto di vita in Veneto». Lo ha detto a Treviso il presidente del Veneto, Luca Zaia, incontrando i sostenitori al quartier generale leghista. Grazie alla Lega, il mio partito, per avere sempre creduto in me».
  • EMILIANO (Puglia) - «Siamo consapevoli che la Puglia non ha piegato la schiena davanti a nessuno». Così il governatore pugliese del centrosinistra Michele Emiliano nella sua prima uscita pubblica mentre si consolida il suo vantaggio sullo sfidante del centrodestra Raffaele Fitto.
  • FITTO (Puglia) - «Grazie a chi ha sostenuto questa campagna elettorale e a chi mi ha voluto come candidato presidente. Ci abbiamo messo tutto quello che potevamo. Il dato nazionale, sicuramente, parte da una valutazione legata alla gestione del Covid che ha rafforzato in modo importante i presidenti in carica. La nostra è stata la migliore campagna elettorale possibile. Ho dato il massimo dell’impegno e delle mie possibilità». Così il candidato del centrodestra alla Regione Puglia, Raffaele Fitto, in conferenza stampa a Bari dove ha ammesso la sconfitta a favore di Michele Emiliano. «Auguri ad Emiliano - ha aggiunto Fitto - sono caduto e mi sono rialzato diverse volte, lavorerò con lo stesso entusiasmo con il quale ho lavorato in passato». 
  • DE LUCA (Campania) - «È doveroso rivolgere un ringraziamento ai candidati, alle forze politiche e ai cittadini che hanno fatto con me questa battaglia, che è stata difficile». Lo ha detto il riconfermato presidente della giunta regionale
    della Campania, Vincenzo de Luca. «Un risultato - ha aggiunto - che esprime l' «orgoglio della riconquistata dignità di Napoli e della Campania».
  • SALVINI (Lega) -  Le elezioni anticipate «non le chiedevo ieri e non le chiedo oggi. Prima ci sono meglio è, ma non per le elezioni regionali e il referendum». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in conferma stampa, confermando l'intenzione di non usare il voto delle amministrative a livello nazionale. 
  • BONACCINI (Emilia Romagna) - «Mi pare vi sia una battuta di arresto non banale della Lega, evitiamo di banalizzare, però mi pare che qui in Toscana alla Lega le succeda come in Emilia Romagna, con questa idea di liberare territori che sono
    territori già liberi». Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, arrivato a Firenze al comitato elettorale del candidato di centrosinistra Eugenio Giani. «La vittoria di Giani è netta - ha aggiunto - non è di pochi decimali e mi pare che la Lega non vada particolarmente bene qui come in altre parti d’Italia».
  • TOTI (Liguria) - «Quello che si profila qui in Liguria è il più importante successo che il centrodestra abbia mai avuto in Liguria nell’intera sua storia». Lo dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stasera nella sala stampa
    allestita dalla Regione Liguria in piazza De Ferrari per le elezioni regionali. «Una vittoria con il 53-54% significa esattamente venti punti in più rispetto a 5 anni fa, segno che gli ultimi cinque anni sono stati apprezzati dagli elettori, che ringrazio per primi, ci hanno dato la fiducia e ce l’hanno rinnovata», commenta.
  • MELONI (Fdi) -  «Trionfo Marche! Grazie a Francesco Acquaroli e a Fratelli d’Italia un’altra roccaforte della sinistra sarà amministrata dal centrodestra. Da nord a sud Fratelli d’Italia è l’unico partito che cresce in tutte le regioni al voto». Lo scrive su Facebook la leader di Fdi Giorgia Meloni.
  • ZINGARETTI (Pd) -  «Siamo vincitori, non sono vincitore: ha vinto una squadra, una comunità, la passione. Mi ha fatto piacere che la chiamata a raccolta sia stata positiva, non si vince da soli, sempre insieme. Odio l’io, amo il noi». Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti intervistato al Tg3 risponde a chi gli chiede se si senta un vincitore dopo l’esito del voto sulle Regionali e il Referendum. 
  • GIANI e CECCARDI (Toscana) - «I dati reali mi danno in vantaggio del 6% sulla Ceccardi», ha detto Eugenio Giani dal palco allestito nel suo comitato elettorale dove è arrivato tra gli applausi dei sostenitori. Per Giani, «è un voto dei toscani per la Toscana», e a prevalere sono stati «la competenza sull'ignoranza, l’esperienza sul pressappochismo, la passione sulla forma e l’immagine. Con queste caratteristiche ritengo di aver intercettato e colto tanta gente della Toscana». Susanna Ceccardi, ha inviato un messaggio al rivale per congratularsi con lui e augurargli buon lavoro. «Adesso governa per il bene dei toscani» le parole scritte da Ceccardi nell’sms inviato a Giani. «È stata una bella partita. Ci ho messo anima e cuore, insieme a tutti quelli che mi hanno aiutata», ha scritto ancora su Facebook. 
  • IL TRIONFO DI ZAIA IN VENETO - Nel Veneto di Luca Zaia nemmeno la Lega, il suo partito, ha più vita facile. Il governatore si avvia a stra-vincere queste elezioni regionali, e la percentuale che lo porterà per la terza volta a Palazzo Balbi è da record: le proiezioni e i primi voti reali lo danno tra il 75 e il 78%. Se così sarà, si tratterà del più alto consenso da quando esistono le Regioni. Una vittoria annunciata, ma non su queste proporzioni. A farne le spese non è stato solo il Pd e il centrosinistra, il cui candidato, Arturo Lorenzoni, è accreditato di un 13%, ma lo stesso partito di Matteo Salvini, che ha pagato dazio al 'suo' Governatore. Il rapporto tra Zaia e Lega, nei dati parziali, è di 1 a 3. 
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400