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DOPO LA TRAGEDIA DI MALEO

Rfi: «Pronti al tavolo tecnico ma le sbarre non c’entrano»

Rete ferroviaria «apre» ai sindaci di Pizzighettone e Maleo, ma ribadisce di non sentirsi imputabile

Cinzia Franciò

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cfrancio@laprovinciacr.it

20 Settembre 2020 - 08:49

Rfi: «Pronti al tavolo tecnico ma le sbarre non c’entrano»

PIZZIGHETTONE (20 settembre 2020) -  Rfi risponde ai sindaci di Pizzighettone e Maleo, si dice disponibile a istituire un tavolo tecnico sul futuro dei passaggi a livello ma ribadisce che l'incidente di Ferragosto costato la vita a Elisa Conzadori non è imputabile a un malfunzionamento dell'impianto. Il documento è firmato da Maurizio Gentile, amministratore delegato di Reti Ferroviarie Italiane. E il fatto che le istanze sollevate dai primi cittadini Luca Moggi e Dante Sguazzi siano finite sul tavolo del numero uno dell'azienda, testimonia quanta attenzione venga rivolta alla tragedia del mese scorso. Un caso che ha scosso tutta Italia, non solo due comunità. E per il quale la Procura di Lodi ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti.

Nella missiva inviata il 22 agosto scorso, i sindaci rivieraschi e il presidente della Provincia di Lodi, Francesco Passerini, avevano chiesto a Rfi di mettere in campo tutte le azioni possibili «per scongiurare il verificarsi in futuro di analoghi gravissimi incidenti, stanziando adeguate risorse economiche per effettuare gli investimenti tecnologici necessari a garantire l'incolumità di cittadini e pendolari». In poche parole, definendo «inaccettabili» le modalità che avevano causato il decesso della giovane automobilista, Moggi e Sguazzi hanno sollecitato l'azienda a investire nella sicurezza, possibilmente superando l'attraversamento ferroviario a raso. E su questo punto nella risposta arrivata ieri Gentile sembra fornire ampie rassicurazioni: «Ci rendiamo fin d'ora disponibili a istituire un tavolo di confrono che coinvolga anche gli enti gestori delle strade».
Ma al paragrafo successivo i toni si irrigidiscono: «E' inopportuno parlare di malfunzionamento del passaggio a livello dove è avvenuto l'investimento, in quanto è stata registrata la regolare chiusura delle barriere, non erano presenti allarmi e il treno era partito dalla stazione di Codogno con segnale regolarmente disposto a via libera. Peraltro sono tuttora in corso, da parte dell'autorità giudiziaria, di una commissione d'indagine interna, gli accertamenti per l'individuazione delle cause e delle responsabilità dell'accaduto».

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