Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORONAVIRUS. LE INCOGNITE DELLA RIPARTENZA

La paura del ritorno in aula: «Il rischio c’è»

I contagi che crescono, i timori e la cautela: i presidi in attesa delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico. «Ma il distanziamento sociale e l’uso della mascherina sono necessari per la sicurezza di tutta la comunità»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

17 Agosto 2020 - 08:25

La paura del ritorno in aula: «Il rischio c’è»

CREMONA (17 agosto 2020) -  C’è chi risponde dal mare, chi dalla montagna: in vacanza per qualche giorno, ma col pensiero fisso alla scuola. Perché alla fine, il pensiero di presidi e professori va lì, alla possibilità di tornare in aula, alle norme che cambiano, al lavoro di queste settimane nel misurare le distanze fra banchi e cattedra e poi scoprire che forse saranno sufficienti le mascherine per tornare in classe. Intanto, la crescita del numero dei contagi fa pensare al peggio e l’apertura delle scuole mette paura. 

«La deroga al distanziamento di un metro in classe è nell’ultimo verbale del CTS del 12 agosto, una deroga attuabile in casi particolari, a condizione che si porti la mascherina — afferma Daniela Marzani, preside dell’istituto comprensivo Cremona 2 —. È la stessa cosa che si è sempre detta per il personale e per i contatti sociali in generale. Poi chiediamoci se si può pensare che i bambini portino tutto il tempo la mascherina. Mi atterrò al parere degli esperti. Io garantirò comunque il metro di distanza in classe. Mi auguro che non ci sia bisogno di tornare alla didattica a distanza, i ragazzi hanno bisogno di tornare al scuola. La cosa importante è rientrare in sicurezza».

«Il timore che alla fine si torni a dover chiudere ce l’ho, è inutile nasconderlo» afferma Marzia Catelli, vicepreside dell’Anguissola.

«Io mi atterrò alle indicazioni: il distanziamento in classe, le mascherine obbligatorie negli spazi comuni, la sorveglianza di professori e personale Ata al fine che i ragazzi si comportino correttamente» afferma Nicoletta Ferrari, preside dell’istituto Einaudi.

Paola Trombini, docente di italiano e latino al liceo scientifico Aselli, afferma: «Io non temo di rientrare a scuola, ciò che mi fa più paura è l’incertezza. Non credo che sarà facile evitare gli assembramenti. All’Aselli ci sono oltre mille iscritti, come si fa ad evitare gli assembramenti».

«La mia paura è non poter tornare a scuola — afferma Alessandra Fiori, docente di italiano alla media Virgilio —. Temo che la situazione dei contagi ci costringa a tornare alla didattica a distanza, mi auguro che ciò non accada».

Michela Zaccaria è docente a liuteria e il suo punto di vista è assai particolare, come spiega: «I miei studenti arrivano dalla Corea, dal Giappone e dalla Cina — spiega —. Bisognerà capire se riusciranno e come riusciranno a tornare in Italia». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI FOTO E VIDEO

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400